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Appalto milionario per la cura dell’erba degli stadi Rocco e Grezar

Se ne occuperà l’azienda marchigiana “La Gramigna” che si è aggiudicata la gara con un ribasso di quasi il 13%

TRIESTE Nereo Rocco e Pino Grezar hanno il loro “giardiniere”. Il Comune ha infatti completato la procedura di aggiudicazione che appalta per tre anni cura e manutenzione dei manti erbosi, dei quali sono dotati i due impianti sportivi. Hanno gareggiato sei aziende e ha prevalso “La Gramigna”, una srl domiciliata nell’anconetana Camerano. Seconda classificata la milanese Indalgo service. Le altre candidate erano la Powergrass (Milano), la Rappo (Cusano, Milano), la “The green carpet” (Udine) e il raggruppamento temporaneo costituito dalla jesolana Vita sport e dalla vicentina Zambon. Non correvano triestini.

La vincitrice marchigiana, che l’ha spuntata con un ribasso di quasi il 13%, avrà a disposizione un milione e 11 mila euro (comprensivo del 22% di Iva) a partire dal prossimo luglio fino al 31 dicembre 2024. L’Immobiliare municipale, di concerto tra l’assessore Lorenzo Giorgi e il direttore Luigi Leonardi, aveva suo tempo scelto di accorpare in un unico lotto l’attività manutentiva relativa al ”green” dei due campi: una motivazione di carattere tecnico-gestionale basata sulle economie di scala conseguibili in termini di maestranze, macchinari, attrezzature su due strutture in pratica confinanti.

Il bando richiedeva ai partecipanti un fatturato minimo pari alla base d’asta (828 mila euro), la presenza nello staff di un tecnico specializzato, un magazzino collocato entro un’ora di viaggio dai due stadi, un parco-strumenti idoneo. All’elaborazione aveva collaborato l’agronomo lombardo Giovanni Castelli. Il manto del “Rocco” venne realizzato nel 2018, con un anno di anticipo rispetto alla disputa degli Europei under 21. Il “Grezar” ebbe a sua volta la copertura erbosa nel 2019, un “ibrido” utilizzabile per l’atletica e per il calcio.

Avvincente il duello tra “La Gramigna” e Indalgo, che avevano ottenuto più dei quattro quinti del punteggio disponibile ed erano perciò state sottoposte alla cosiddetta verifica di anomalia. Si è quindi provveduto a un esame di dettaglio sul rapporto tra addetti e ore lavorate, sui costi dei materiali e dei macchinari. Dall’ulteriore analisi è emersa l’ammissibilità dell’offerta marchigiana, cui è andata l’aggiudicazione dell’appalto “verde”.

I quattrini non bastano mai nell’impiantistica sportiva: dall’erba si sale all’illuminazione del “Grezar” per la quale entro fine anno sarà bandita una gara di 800 mila euro.

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