Rotta balcanica, intercettati 74 migranti a Trieste. Roberti: “Insostenibile il rischio di nuovi focolai”

La rota balcanica in una foto di repertorio

I migranti sono tutti di nazionalità pachistana, afghana e del Bangladesh, e sono divisi in tre gruppi con la presenza anche di donne, bambini. Salvini: “L'Italia non può essere il campo profughi d'Europa”

TRIESTE Settantaquattro migranti – e non 160 come inizialmente riportato in una nota della Polizia – sono stati rintracciati questa mattina all'alba dalla polizia di frontiera di Trieste sul carso giuliano e in particolare nelle zone di Trebiciano, Basovizza e Bivio ad H provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica.

Perlustrazioni sono tuttora in corso in quanto si sospetta che altri si possano essere presenti in zona o diretti verso il goriziano. I migranti sono tutti di nazionalità pachistana, afghana e del Bangladesh, e sono divisi in tre gruppi con la presenza anche di donne, bambini.

Tutti sono stati portati in idonee strutture per le consuete operazioni di fotosegnalamento. Verranno poi sottoposti a tampone e messi in quarantena per due settimane nell'ambito delle misure anti Covid. 

Sul tema è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, che ha scritto su Twitter: "Non solo Lampedusa: a Trieste sono stati intercettati 160 immigrati (in realtà il numero dei migranti irregolari rintracciati è stato successivamente ridimensionato in poco più di 70 dalla stessa Questura che aveva diffuso il numero originario di 160, ndr) in arrivo dalla rotta balcanica, entrati a piedi nel nostro Paese dopo essere partiti da Bangladesh e Pakistan. Quanti Stati hanno attraversato? L'Italia non può essere il campo profughi d'Europa. Siamo sicuri che il Presidente Draghi saprà intervenire". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

"Il rintraccio è la riprova di una situazione insostenibile: dopo sacrifici inenarrabili della popolazione del Friuli Venezia Giulia per raggiungere la zona bianca, questi arrivi rischiano di accendere nuovi focolai". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. Roberti chiede che "il Ministro dell'Interno riattivi le pattuglie italoslovene e i respingimenti: ognuno si assuma le proprie responsabilità. Basta proclami che non hanno seguito. I report confezionati dalle associazioni che di immigrazione vivono dicono che non ci sono problemi - ha concluso l'assessore regionale - ma noi siamo sul territorio e sappiamo qual è la situazione e quali sono i rischi di comportamenti acquiescenti all'illegalità e all'insicurezza. Buon viaggio alle carovane, nel senso di andarsene proprio, con il loro bagaglio di spot: è chi rimane qui che si ritrova con il rischio - serio e vero, quello sì - di recrudescenza sanitaria e instabilità sociale". 

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