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McDonald’s spinge la crescita a Nordest. «Nuove aperture e assumeremo»

L’ad Federico: in Triveneto 70 ristoranti e 3 mila dipendenti «Il piano prevede 2 mila nuovi inserimenti in tutta Italia»

Un piano di aperture, nuove assunzioni, circa 2 mila in totale in Italia, e un rapporto sempre più stretto con i fornitori locali. Mario Federico, ad di McDonald’s Italia, fa il bilancio sullo sviluppo della multinazionale in Italia e a Nordest.

Al vertice dell’azienda dal 2016 il top manager si prepara ad un nuovo incarico, sempre all’interno del gruppo, al suo posto arriverà ad agosto Dario Baroni.

Mario Federico, in sei anni di gestione, ha gettato le basi per lo sviluppo di una rete di oltre mille ristoranti. Nel Triveneto McDonald’s conta circa 3 mila dipendenti con un’incidenza di contratti stabili per il 92 per cento degli assunti.

Dottor Federico qual è la presenza della multinazionale degli “archi dorati” a Nordest?

«McDonald’s è presente in Italia da 35 anni. Una lunga storia di fiducia e collaborazione intessuta con il Paese, che ci porta oggi ad avere 615 ristoranti dislocati lungo tutta la penisola. Per quanto riguarda il nord-est del Paese, in Veneto abbiamo 51 ristoranti, per un totale di 2142 dipendenti, in Friuli-Venezia Giulia ce ne sono invece 12, che danno lavoro a 504 persone, infine, il Trentino - Alto Adige conta 336 dipendenti, suddivisi in 8 ristoranti. Su tutto il territorio nazionale, McDonald’s dà lavoro, considerando tutta la filiera e l’indotto, a un totale 30.303 persone, 25.000 delle quali impiegate nei suoi ristoranti. Qui i dipendenti, assunti per il 92% con un contratto stabile, contano una forte componente femminile, pari al 62% del totale; sono invece il 50% i ragazzi con meno di 30 anni».

Le multinazionali, soprattutto quelle imponenti come siete voi, sono sempre guardate con scetticismo dai territori. Qual è il rapporto con i fornitori locali?

«Sono ormai diversi anni che abbiamo intrapreso un percorso di italianità per portare ai nostri clienti la migliore qualità possibile. Oggi, ben l’85% dei nostri fornitori ha sede in Italia, un traguardo di cui siamo molto fieri. Ogni anno, vengono acquistate 94 mila tonnellate di prodotti agroalimentari, per un valore di oltre 200 milioni di euro. A questo si aggiunge anche la collaborazione, iniziata nel 2008 e consolidatasi nel corso degli anni, con i Consorzi Dop e Igp. Questo ci ha permesso di inserire oltre 3 mila tonnellate di prodotti certificati nella nostra offerta riuscendo a far conoscere al grande pubblico eccellenze italiane prima considerate di nicchia. Solo nel corso del 2020, non certo un anno semplice, ne sono state acquistate quasi 400 tonnellate».

Quali sono i vostri fornitori a Nordest?

«Tra i fornitori del triveneto in modo continuativo per i prodotti core, o per le edizioni limitate, c’è Caseificio Albiero, con sede in provincia di Vicenza, da cui l’azienda acquista prodotti della tradizione italiana come il Provolone Valpadana Dop o la scamorza affumicata utilizzati per i panini speciali. Al caseificio veneto si aggiungono le eccellenze del Trentino Alto Adige come Recla, fornitore di Speck Alto Adige Igp per McDonald’s dal 2009 per tutti i panini limited edition caratterizzati dal gusto deciso altoatesino o gli snack come le Pepite asiago e speck, e Vog che rifornisce invece tutte le mele italiane distribuite quotidianamente in bustine monoporzione e negli Happy Meal».

Avete annunciato un piano di assunzioni per 2mila persone in Italia, quale sarà la vostra strategia di sviluppo?

«Nonostante la difficile situazione dell’ultimo anno, il nostro piano di sviluppo non si è mai fermato. Nel 2020 abbiamo aperto 26 nuovi ristoranti. Tra questi, quattro in Veneto nelle province di Verona, Venezia e Padova, uno in Friuli-Venezia Giulia a Trieste e uno in Trentino Alto Adige (precisamente a Lagundo). Per il 2021, inoltre, prevediamo di aprirne altri 35 a livello nazionale. Vogliamo continuare a investire e crescere, consapevoli del fatto che aprire nuove strutture significa anche creare nuovi posti di lavoro, ossia poter dare un aiuto concreto alle comunità in cui operiamo. Questo avverrà anche a Nordest. Nel corso di quest’anno prevediamo, infatti, di assumere in Italia circa 1.000 persone, solo per le nuove aperture in 15 regioni italiane. Mentre le altre 1.000 saranno assunte per rafforzare lo staff di alcuni dei ristoranti già esistenti».

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