A Trieste aumentano i furti di bici: ecco la mappa delle zone da cui spariscono

Già trenta denunce da inizio maggio. Il presidente di Fiab Mastropasqua: «La diffusione delle e-bike si sta rivelando appetibile per i ladri»

TRIESTE. Ogni due giorni, ormai, un triestino denuncia il furto della propria bici, elettrica o tradizionale che sia. I casi, da inizio maggio, sono una trentina. L’impennata coinvolge tutta la città, dal centro alle periferie, anche se esiste una “mappa” delle zone più colpite, che spazia tra la stazione, corso Italia, piazza Goldoni e Barriera.

LEGENDA: in viola le zone indicate dalla polizia locale, in verde quelle segnalate dai nostri lettori attraverso la nistra pagina Instagram 

A certificare il trend è la Polizia locale, che conferma come nei colpi siano coinvolte pur bande organizzate, riprese dalle telecamere cittadine, specializzate nel rubare i mezzi più costosi destinati spesso a essere rivenduti all’estero. E anche sui social spuntano le segnalazioni di chi condivide foto e descrizione del proprio mezzo, sperando di poterlo ritrovare.

«Si tratta di un fenomeno che riscontriamo da un paio d’anni ma che con l’arrivo della bella stagione registra un incremento – spiegano dal Nucleo di Polizia giudiziaria della Municipale – anche per la presenza di gruppi che puntano a questi furti con l’obiettivo poi di rivendere le bici, specie le elettriche o comunque i modelli più costosi. Le telecamere hanno ripreso di recente, per esempio, un’auto che ne prelevava una in corso Italia, purtroppo la targa non era visibile».

Solo in un paio di casi, spiegano dall’ufficio investigativo che fa capo alla Polizia locale, sono state restituite al proprietario: «Si procede al controllo delle bici anche durante delle perquisizioni legate ad altri tipi di controlli. Se in un’abitazione o in un altro locale notiamo mezzi a due ruote, si effettua una verifica immediata. E si monitora anche il web per capire se le bici rubate vengono poi piazzate online, in particolare sui siti più conosciuti».

Ma non si tratta solo di furti a scopo di successive rivendite. «Talvolta le bici, specie quelle da passeggio, vengono portate via e utilizzate per un po’, fino a quando non vengono abbandonate. Circa il 25%, in questo caso, viene ritrovato». Serve però una denuncia, altrimenti è difficile risalire ai proprietari. Molte persone non ci pensano, temendo che sia impossibile recuperare l’amata due ruote, soprattutto se si tratta di un pezzo economico. In base alle denunce effettuate, è possibile individuare come detto alcuni punti della città dove i furti si verificano con maggiore frequenza: piazza Goldoni, largo Barriera, la zona della stazione ferroviaria e corso Italia, là dove molti parcheggiano per andare al lavoro.

E proprio in corso Italia un triestino nei giorni scorsi ha visto sparire la sua bici, con conseguente appello social: «Alle 21.30 mi è stata rubata una e-bike. C’erano anche un portapacchi nero con due borse laterali grigie e un porta cellulare artigianale in alluminio sul manubrio. Se qualcuno dovesse vederla a Trieste, vi prego di contattarmi». Catene e antifurto spesso non bastano, soprattutto se si tratta di dispositivi acquistati con pochi euro: «In tanti non investono in sicurezza – commenta Luca Mastropasqua, presidente di Ulisse Fiab Trieste – e i furti negli ultimi tempi vanno di pari passo con l’aumento delle bici elettriche, che diventano appetibili per i ladri, pronti poi a rivenderle. Molti lo fanno sul web, in particolare nei paesi dell’Est, tanto che è capitato ad alcune persone di ritrovare in vendita la propria bicicletta su alcuni siti».

Secondo il numero uno di Fiab servono dei piccoli ma al tempo stesso importanti accorgimenti: «Portare via tutto ciò che è smontabile, come le sacche o il contachilometri, legare sempre la bici al telaio e non alla ruota, comprare un antifurto di qualità. E sperare – ironizza – che un ladro esperto non passi di là».—

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