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Via Ginnastica chiusa: code, traffico rallentato e le attività protestano

Inversione di marcia per qualche automobilista che viola i divieti in via Timeus. Commercianti ed esercenti: «Il cantiere andava aperto quando eravamo fermi»

TRIESTE.  Dai furbetti che fingono di non vedere i cartelli di chiusura della strada e poi creano code, ai commercianti che lamentano un calo di affari importante. I lavori in via Ginnastica, come prevedibile, stanno causando notevoli disagi e il sindaco Roberto Dipiazza chiede pazienza: «Purtroppo sono lavori improcrastinabili per la sicurezza di tutti, non mi diverto a chiudere le strade».


Trieste, via Ginnastica chiusa per lavoro: code e traffico rallentato

Per i primi 20 giorni di cantiere AcegasApsAmga e Comune hanno chiuso via Timeus all’altezza di via Crispi ed è qua che si registrano i disagi maggiori con numerosi automobilisti che, incuranti dei tanti segnali, invece di proseguire per via Crispi e poi girare in via Paduina, il cui senso di marcia è stato invertito, e arrivare in via Slataper, provano comunque a percorrere via Timeus trovandosi imbottigliati e causando code fino a via Battisti.

«Gli operai e la Polizia locale avevano messo le transenne – conferma Alessandra Paduan di Oro express, negozio proprio all’angolo Timeus/Crispi – poi le persone che devono accedere ai passi carrabili le hanno spostate e ora si crea questa situazione». Secondo Nedelko Rapotez, titolare dell’hotel Istria, «via Timeus è da sempre una zona complessa dal punto di vista del traffico, per questo è importante venga riaperta quanto prima. Servirebbe una presenza delle forze dell’ordine per regolare il passaggio delle automobili».

Anche Giorgio Bais, dipendente dell’agenzia Allianz dall’altro lato della strada, conferma i problemi: «È un continuo di macchine che tornano indietro e creano confusione». Fabio sta andando a casa del nipote, lui non abita qua, ma ci passa spesso: «La chiusura di via Timeus è sicuramente un bel intoppo perché comunque è una strada strategica». Se i disagi in via Timeus dovrebbero risolversi nel giro di poche settimane, discorso diverso per via Ginnastica dove la chiusura del tratto finale fino a via del Toro durerà tutta l’estate.

«È un disastro – spiega Alexander Jariashvili del negozio Russki Dom – perché la gente non arriva più e il locale è vuoto, prima invece le persone passavano ed entravano». Anche la tabaccheria Ginnastica ha visto un calo di clienti: «Nelle ultime due estati – conferma Monica Pitino – ho registrato un –50% a cauda del cantiere. È il terzo anno che chiudono e non posso non sottolineare il grande disagio anche per la polvere».

La prende invece con filosofia Carlo Capellanni dello storico e omonimo negozio di pantofole: «Lavorano, in due giorni hanno fatto tre scavi. A livello di affari per noi cambia poco». Decisamente meno filosofica Paola Sbidersich del salone “A regola d’arte”: «È una situazione complicata perché dal nostro punto di vista i lavori potevano essere fatti durante il lockdown. Penso soprattutto a bar e ristoranti: i veri problemi saranno per loro». In effetti Milos Marco dell’osteria al Cassetin conferma il disagio: «È il terzo anno su cinque che siamo aperti che abbiamo la strada chiusa. Arriviamo dal terribile periodo del Covid, ora questo problema con i camion e le ruspe che operano durante la pausa pranzo».

Anche nella storica osteria “De Scarpon” la situazione non è delle migliori: «Abbiamo ripreso a lavorare dal primo giugno – spiega Sara Scarpa –, ora con il cantiere il lavoro si è dimezzato. A luglio e agosto riempiamo i tavoli con i turisti, dubito che quest’anno verranno qua». Ha invece aperto da poco il bar Midnight di Giamaika Frateschi: «L’8 marzo ho alzato la serranda ed eravamo in zona arancione, poi è arrivata la zona rossa e ora che posso lavorare il cantiere. È una cosa pazzesca». Francesco, titolare del bar Timeus, osserva: «Ora faccio mezza giornata perché non c’è molto movimento e le transenne portano via il passaggio. Non voglio fare polemiche però magari si potevano fare questi interventi tra marzo e aprile».

Il sindaco Dipiazza dal canto suo sottolinea che «i lavori sono urgenti e improcrastinabili. Mi rendo conto dei disagi e per questo chiedo ai cittadini di portare pazienza. È fondamentale intervenire per ridurre il rischio di fughe di gas che avrebbero effetti devastanti. Abbiamo 38 chilometri di tubature in ghisa da sostituire in città». —


 

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