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Attacco “no vax” ai social del capo del 118 di Trieste

Novemila commenti sotto i post di Peratoner, critico nei confronti di De Monte. Violato anche il profilo del segretario Anaao

TRIESTE. Gli hashtag sono espliciti. Un attacco ai #sindacaticollaborazionisti, la tesi che #ivacciniuccidono, l’altolà al #nazismosanitario. Poi, appena più articolato: «La nuova normalità è solo un’esca per abbindolare le persone a vaccinarsi». I no vax attaccano i profili social del direttore del 118 di Trieste Alberto Peratoner, presidente per il Friuli Venezia Giulia del sindacato che rappresenta anestesisti e rianimatori (Aaroi Emac), e di Valtiero Fregonese, segretario regionale Anaao Assomed.

Un «bombardamento», così lo chiama Peranoter, che si è trovato 9 mila commenti distribuiti sotto tre suoi post. Il primo risale al 27 dicembre dell’anno scorso, il giorno della sua vaccinazione. Il secondo è del 15 aprile e riporta un intervento preoccupato del ministero della Salute Roberto Speranza sul livello di occupazione delle terapie intensive. Il terzo è di fine maggio e richiama la condivisione manifestata dal virologo e divulgatore Roberto Burioni rispetto al comunicato intersindacale della dirigenza medica del Fvg in cui si esprimeva «sdegno, fortissima preoccupazione e incredulità per la normalità con cui il governo regionale sta tollerando, ammettendo e legittimando la possibilità che professionisti sanitari, anche di un certo rilievo, possano liberamente dichiarare di non volersi vaccinare con i vaccini attualmente disponibili».

Un riferimento al direttore del Dipartimento di Anestesia e rianimazione di Udine Amato De Monte, nominato alla guida della Sores, contestualmente alla sospensione di una procedura concorsuale, ma al centro delle polemiche anche per le voci sulla sua mancata adesione alla campagna vaccinale.

Quella posizione non è evidentemente piaciuta ai militanti no vax che hanno riempito i profili Facebook di Peratoner e Fregonese con accuse appunto di «comportamenti nazisti», «sprezzanti della libertà» e del «diritto inalienabile al consenso alle terapie». Si tratta nella maggior parte dei casi di account fake, ma i due medici hanno comunque informato la Digos e da parte di Peratoner è pure scattata la denuncia contro ignoti. «Il mio profilo era aperto a tutti e l’attacco è stato facile», fa sapere il responsabile del 118 triestino», mentre Fregonese spiega di avere pubblicato anche sul profilo di Anaoo il comunicato intersindacale «senza alcuna volontà polemica, ma solo per informazione. Quello che è accaduto è gravissimo, c’è un’organizzazione che ha orchestrato questa offensiva».

Solidarietà a Peratoner e Fregonese per essere stati «bersaglio» sui social arriva da M5s e Pd. «La condanna di queste forme di violenza e intimidazione, sia essa perpetrata sui social o attraverso altri mezzi, deve essere ferma – scrivono i consiglieri regionali grillini –, tanto più in un periodo in cui episodi di questo genere si ripetono troppo frequentemente». «È inquietante che siano stati messi nell'obiettivo proprio quei professionisti che si sono spesi con coraggio e libertà per la causa della salute pubblica - commenta il segretario dem Cristiano Shaurli - . Senza distinzioni né esitazioni bisogna contrastare con la forza della ragione chi insinua il dubbio nella scienza e nella medicina».

Asugi, intanto, via lettera al personale del Dipartimento di prevenzione, ricorda l’obbligo di vaccinazione e, come da decreto nazionale, il provvedimento della sospensione dal lavoro in caso di rifiuto. «Una sollecitazione dovuta anche se a nostro avviso evitabile – è il commento di Fabio Pototschnig, segretario regionale della Fials – Anziché scrivere lettere, Asugi avrebbe potuto poteva spiegare ai dipendenti l'opportunità del vaccino». —


 

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