Contenuto riservato agli abbonati

La notte prima degli esami di Cassio, Klugmann e altri ex maturandi

Tutto pronto per gli esami di maturità che da mercoledì impegneranno 9.400 ragazzi in Fvg. Nell’attesa siamo andati a sentire i racconti di alcuni ex studenti: dal campione al rettore fino al prefetto

TRIESTE Tutto pronto per gli esami di maturità che da mercoledì impegneranno 9.400 ragazzi in Fvg. Lunedì negli istituti si sono insediate le commissioni: nessuna criticità da rilevare, anche se alcuni docenti hanno partecipato alle riunioni da remoto, come già lo scorso anno. Protocolli collaudati un po’ ovunque, spazi sanificati e gel, aule pronte ad accogliere gli studenti secondo le linee guida del protocollo del Miur ricevuto dai dirigenti scolastici. Obbligo di mascherina chirurgica per tutti; da evitare quella di stoffa, sconsigliata la Ffp2. I ragazzi dovranno sostenere il solo orale, davanti ai propri docenti, e potranno essere accompagnati da una sola persona. L’unico componente esterno fra i prof sarà il presidente di commissione. Ingressi controllati e attenzione agli assembramenti anche fuori dalle scuole. Alcuni istituti anche quest’anno hanno scelto di sfruttare gli ambienti più ampi: palestra, biblioteca o aula magna, spazi dove mantenere facilmente i distanziamenti richiesti.

Il nuotatore

Cassio: una prova come tante grazie alla lezione dello sport

Nicola Cassio

«L’ultimo giorno? Niente ripasso, sono uscito con gli amici più grandi: si fa sempre una giornata di scarico totale prima di una gara». Nicola Cassio, già tra i migliori stileliberisti italiani oggi a capo della sezione triestina Azzurri d'Italia, ricorda le ore precedenti l’esame che sostenne a Roma, dove si era appena trasferito: «Ma sotto la matura sentivo quasi più i triestini che i romani: è come se l’avessi fatta con i miei ex compagni del liceo Oberdan, per il legame che si era creato in precedenza. Ho ricordi piacevoli e rilassati. Grazie alla lezione dello sport non ho avuto ansie: per me era una prova come tante. Non ho preso 100 ma è andata bene: massimo risultato minimo sforzo. La mia priorità era lo sport. E il voto non determina la futura carriera».

La chef

Klugmann: quel periodo pieno di attese e aspettative

Antonia Klugmann

«Era un periodo pieno di attese e aspettative. Ricordo il forte desiderio di trovare la mia strada e fare qualcosa di significativo: non mi ha più lasciata». È il ricordo conservato dalla cuoca e imprenditrice Antonia Klugmann. Il suo ristorante Argine a Vencò, a Dolegna del Collio, in provincia di Gorizia, dal 2015 è premiato da una stella Michelin. Klugmann ha frequentato il liceo classico Petrarca di Trieste e in seguito ha studiato legge: «All’epoca c’era ancora il vecchio esame di maturità. Quindi niente tesina. Ho ringraziato il cielo che fossero usciti latino e italiano e non greco o matematica. Studiavo insieme al mio fidanzato dell’epoca. Progettavo il futuro, che per gli anni successivi sarebbe stato a Milano a studiare Giurisprudenza». 

L’imprenditore

Crechici: i due scritti e l’orale fra Italia ’90 e la Crown Princess

Stefano Crechici

«Ho fatto la matura con Italia ’90. A Trieste c’era la cerimonia di consegna della Crown Princess, prima nave bianca a firma Fincantieri dopo tanti anni, che ha inaugurato un nuovo modo di costruire. Gli esami sono iniziati il 10 giugno: esattamente 50 anni prima, l’Italia entrava nella Seconda guerra mondiale», racconta Stefano Crechici, presidente di Modiano, il brand delle carte da gioco: «Tutti guardavano le partite, io e i miei compagni dell’Oberdan dovevamo studiare. La notte prima degli esami? A casa a ripassare, dormito poco. All’epoca non c'era la tesina ma due scritti, italiano e matematica, e l’orale con le materie a scelta. Subito dopo andai in vacanza negli Usa: tornai in tempo per il primo grande concerto di Vasco, a San Siro, il 10 luglio. In seguito mi sono reso conto che davvero gli esami non finiscono mai».

il rettore

Di Lenarda: in un mese del 1983 il primo stress test della mia vita

Roberto Di Lenarda

Almeno 3 o 4 volte l’anno, il rettore dell’Ateneo triestino Roberto Di Lenarda sa che gli capiterà di sognare alcuni attimi del 1983. Ovvero, le giornate in cui chiuse i 5 anni passati al liceo classico Don Bosco di Pordenone. «La notte prima degli esami? Andai a letto presto e mi svegliai alle 4 per ripassare – racconta -. Al colloquio la commissione scelse di valutarmi in italiano. Poi, a fine esame, mi fu chiesto come sarebbe andata se al posto di italiano fossi stato interrogato in filosofia: io risposi “Un disastro”. Forse fu grazie a quella nota di spirito che decisero di darmi 60». Ma, dettagli a parte, il rettore ripensa a quel momento come «il primo stress test della mia vita. Nell’arco di un mese avevo compiuto 18 anni, fatto l’esame di maturità e della patente. Fu uno spartiacque tra l’età della spensieratezza e quella delle responsabilità». 

Lo scienziato

Romanino: niente ripasso, sapevo di essere preparato

Andrea Romanino

Nella sua notte prima degli esami non aprì libro Andrea Romanino, professore di fisica teorica delle particelle nominato a maggio nuovo direttore della Sissa: trascorse le ore che lo separavano dal grande traguardo con una ragazza. «Siamo andati a cena, poi a zonzo per la nostra città – spiega Romanino, diplomatosi nel 1986 al liceo scientifico Vieusseux di Imperia -. Lei mi aveva chiesto come mai non preferissi riposare o almeno ripassare. Ma in quel momento la questione della maturità passava in secondo piano: ero sicuro di me, sapevo di essere preparato. Neanche i miei genitori se la sentirono di dirmi nulla, erano certi di potersi fidare». Alla fine «riuscii a uscire col massimo dei voti. E quella ragazza divenne mia moglie». 

Il prefetto

Valenti: cercavo di non pensarci per allontanare emozione e paura

Valerio Valenti

La matura è stata leggera e spensierata, forse un po’ incosciente, come tutti i miei anni di scuola. Da un lato tendo a sdrammatizzare per carattere. Dall’altro avevo voglia di esorcizzare emozione e paura: pensavo a tutto tranne che a quello. Il giorno prima andai al mare a San Vito Lo Capo: tutti mi chiedevano, ma domani non hai gli esami?», racconta il commissario di governo Valerio Valenti. «Alla fine andò benino: ciò ha rispecchiato il mio impegno, dunque non mi sono mai lamentato del voto, e poi la vita non sempre premia professionalmente i primi della classe. Era il liceo classico di una volta, molto impegnativo, forse un po’ troppo per me. Agli scritti uscì greco; all’orale filosofia, una delle mie materie preferite. All’università poi è scattato qualcosa, ho cambiato approccio e la maturità forse è arrivata. Sono molto fiero dei miei studi classici: fondamentali, ma purtroppo oggi a rischio». 

La presidente della Contrada

Amabilino: fra studio e mare in simbiosi con un’amica

Livia Amabilino

Nessuna ansia né turbamento. Davanti alla commissione che la valutò all’Oberdan di Trieste, Livia Amabilino, oggi presidente della Contrada, non mostrò incertezze. «Avevo trascorso i 10 giorni prima degli esami in una casetta a Duino, con una cara amica. La mattina ci si alzava presto e ci si metteva sui libri, la notte si faceva il bagno. Avevamo studiato come matte – ricorda Amabilino di quel 1979 –. I miei genitori si arrabbiarono tantissimo, non credevano davvero che avessimo deciso di andare via dalle rispettive case per ripassare assiduamente». Ma i risultati mostrarono che la figlia era stata onesta. «Ripenso volentieri a quei giorni, io e la mia amica vivemmo una simbiosi che si può sperimentare solo da adolescenti». 

Video del giorno

A Trieste la proposta di matrimonio di Salvatore alla sua Carla nel linguaggio dei segni

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi