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Il sottosegretario Amendola: «Al lavoro per le barche senza targa. Troveremo una soluzione»

Il sottosegretario assicura l’impegno per un rimedio-ponte in vista della regata del 24 luglio. Ipotizzata un’ultima stagione di deroga in attesa di un accordo definitivo fra i due Paesi

TRIESTE «Stiamo lavorando e una soluzione la troveremo». Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola assicura che Italia e Slovenia metteranno in campo una soluzione ponte per consentire ai diportisti italiani di navigare attraverso il mare sloveno pur essendo in possesso di un natante non targato, come è il caso di tutte le barche a vela sotto i dieci metri e dei motoscafi di minore potenza. Amendola non si espone sulle tempistiche, ma assicura che i tecnici dei due paesi si sono messi all’opera, dopo che la questione è stata portata al tavolo del Comitato di coordinamento dei ministri degli Esteri di Italia e Slovenia.

L’esponente del governo Draghi assicura il massimo impegno: «Stiamo affrontando il tema, che è tecnico, perché riguarda registri e assicurazioni. Abbiamo tutta la volontà politica di risolverlo, ma ora bisogna trovare gli accorgimenti per consentire ai proprietari di spostarsi e per permettere l’organizzazione della regata Muggia-Portorose-Muggia in programma tra 24 e 25 luglio. Sia io che il ministro Di Maio abbiamo posto la questione». La stagione estiva è ormai alle porte e sui social già si vedono le foto delle prime imbarcazioni nelle rade croate, ma sui tempi non ci sono indicazioni: «Stiamo lavorando», si limita a rispondere il sottosegretario.

Di Maio e Amendola incassano intanto il ringraziamento della capogruppo Pd Debora Serracchiani: «Hanno capito l’importanza del tema e lo hanno posto con forza al tavolo bilaterale. Ora è stato richiesto un approfondimento alla Slovenia, ma l’importante è che il tema sia stato portato all’attenzione e che si sta cercando una soluzione, che speriamo arrivi in tempi brevi».

Al momento per i proprietari di barche non targate resta però ancora il divieto di Lubiana di solcare il braccio di mare sloveno. Da quanto trapela non ci saranno problemi a risolvere l’incognita della regata, per la quale basterà uno strappo alla regola nell’ambito di una ben precisa manifestazione sportiva. Sul fronte della normale navigazione, invece, bisognerà capire cosa escogiteranno i tecnici e se sarà possibile mettere in piedi un registro ad hoc che consenta alla Slovenia di considerarsi sufficientemente tutelata in caso di incidenti a imbarcazioni non immatricolate e per le quali è dunque complicato risalire con chiarezza al proprietario.

Non sarà semplice però creare in tempi strettissimi un sistema informatico che consenta ad esempio di registrare il proprio ingresso in Slovenia e caricare una copia della propria assicurazione. E allora prende corpo l’ipotesi che, davanti alla volontà politica, si decida per il secondo anno di seguito di sospendere la norma in nome dell’emergenza Covid, evitando così l’applicazione della regola che prevede multe fino a 500 euro per i natanti non targati sorpresi in acque territoriali slovene. Una procedura richiesta a Lubiana anche dal Consolato sloveno in Italia e che il governo Janša sembrerebbe disponibile ad attuare, purché si tratti dell’ultima volta. Poi le parti avranno un anno per accordarsi sulle modalità migliori per risolvere per sempre un’impasse, che ad ogni modo riguarda solo la Slovenia e non la Croazia, che non solleva invece opposizioni all’ingresso dei natanti italiani nel proprio territorio.

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