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Vertice di Roma, Italia e Slovenia unite per l’allargamento. Accordo sui migranti

I ministri degli Esteri Di Maio e Logar: «Rafforzeremo la cooperazione». Tornano le riammissioni. Si lavora a una deroga per i diportisti   

Rilanciare il processo di integrazione europea avviando i negoziati con Albania e Macedonia del Nord, intervenire sulla rotta balcanica riprendendo le riammissioni sospese e i pattugliamenti misti, consolidare il percorso di cooperazione transfrontaliera che, dopo essersi alimentato grazie alla visita dei presidenti Mattarella e Pahor, si rafforzerà con il riconoscimento di Capitale europea della cultura 2025 per Gorizia e Nova Gorica. Sono questi i punti principali che hanno caratterizzato la sessione plenaria del Comitato di coordinamento dei ministri degli Esteri di Italia e Slovenia, riunitosi ieri a Roma in vista del semestre di presidenza che Lubiana ricoprirà dal prossimo luglio.

La strategia sull’allargamento è condivisa e i ministri Luigi Di Maio e Anže Logar l’hanno rilanciata. Che i rapporti diplomatici siano più che saldi lo dicono i cinque incontri tenutisi finora tra i due in poco tempo. Di Maio ha assicurato che l’Italia guarda «con grande fiducia» alla presidenza del Consiglio dell’Ue da parte della Slovenia». Sull’allargamento ai Balcani occidentali, «Italia e Slovenia condividono la stessa visione strategica» e auspicano «un nuovo slancio a cominciare dall’apertura dei negoziati di adesione con Albania e Macedonia del Nord».

L’Ue è chiamata in causa allo stesso tempo sul tema della rotta balcanica: per Di Maio, «l’aumento dei flussi mette in evidenza l’urgenza di dotarsi di una politica migratoria europea» su immigrazione, asilo e sicurezza. Altro il ministro non dice, ma nella nota congiunta si evidenzia la volontà di cooperare attraverso «attività congiunte lungo l’area di confine e l’applicazione degli accordi sulle riammissioni delle persone irregolari». L’orientamento è dunque a riprendere i respingimenti informali in Slovenia, sospesi dopo che una sentenza del Tribunale di Roma li aveva dichiarati illegittimi a gennaio. Ciò permetterebbe alle autorità italiane di riconsegnare nuovamente a quelle slovene cittadini extracomunitari intercettati entro i 10 chilometri dal confine.

L’incontro è servito a ribadire gli impegni su cooperazione e rafforzamento delle relazioni. Logar ha chiesto a Roma di risolvere il nodo del seggio sloveno nell’ambito della riforma elettorale che dovrà essere varata prima del voto. Il ministro ha quindi richiamato la necessità di «dare seguito a questo passo gigantesco di riconciliazione che hanno fatto nostri presidenti», dopo l’omaggio prestato a Basovizza alla foiba e al monumento ai fucilati sloveni. Nelle dichiarazioni finali si ribadisce che «la restituzione del Narodni dom alla minoranza slovena ha un valore particolarmente simbolico in questo processo».

Di Maio ha rimarcato poi la candidatura di Gorizia e Nova Gorica: «Un importante messaggio per l’unità e i valori europei», che si accompagna all’apertura del percorso di cooperazione nell’Alto Adriatico anche con la Croazia. Per il ministro, «una simile unità di intenti è fondamentale» e l’esempio è quello della scelta di «mitigare le restrizioni Covid nelle aree di frontiera», consentendo a italiani, sloveni, croati e austriaci di varcare il confine senza certificare il proprio stato di salute e l’avvenuta vaccinazione, qualora la visita nel paese vicino si concluda entro 24 ore e si compia nel raggio di 60 chilometri dalla residenza.

La presidente dei deputati Pd Debora Serracchiani ha evidenziato che «il vertice conferma il rapporto collaborativo con la Slovenia, declinato in sintonia con le priorità dell’Ue». Per la senatrice dem Tatjana Rojc, «è rilevante che il tema della rappresentanza della minoranza al Parlamento italiano sia stato posto in una sede così autorevole». L’europarlamentare leghista Marco Dreosto si è concentrato sulla gestione dell’immigrazione: «Grazie al pressing incessante della Lega, si è deciso di riprendere le riammissioni e bloccare in maniera perentoria il traffico di migranti irregolari»

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