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Il direttore del Piccolo dal fascino ambiguo che s’invaghì di Nora e forse anche di Joyce

 Roberto Prezioso

Diplomatico, avvocato, patriota doppiogiochista iniziò al giornale come traduttore. E fece carriera

Regnicolo prima e suddito asburgico poi, avvocato e diplomatico, poliglotta, direttore dal 1902 al 1915 de “Il Piccolo della Sera”, patriota doppio-giochista, uomo affascinante e ambiguo, amico di James Joyce: questo in breve fu Roberto Prezioso, nato a Trieste nel 1869 e morto a Milano nel 1930. Suo padre, ricco commerciante originario di Conegliano Veneto, aveva sposato una triestina e la coppia viveva in via del Lazzaretto Vecchio 28.

Roberto, terzo di sette figli, scelse di laurearsi in Legge all'Università di Bologna, lì nel 1891 s'arruolò volontario nel Terzo Reggimento Artiglieri dell’esercito italiano. Tornò a Trieste nel 1894 dove il bello e ambizioso giovane sposò Beatrice Cozzi, che gli diede due figli. A Trieste iniziò a lavorare come traduttore di telegrammi e notizie in lingue straniere per “Il Piccolo”. Venne notato e il giornale lo premiò inviandolo in missione di studio in Brasile. Già fluente in otto lingue, imparò il portoghese durante il lungo viaggio per mare. La missione fu un successo, tanto che – dopo aver ottenuto dal Governo Centrale Marittimo di Trieste la naturalizzazione come cittadino austriaco – Prezioso venne nominato Console del Brasile a Trieste. Ed è nell'uniforme di diplomatico che lo vediamo immortalato nell'unica sua foto rimastaci. Intanto aveva ripreso a lavorare per “Il Piccolo” “con mansioni più larghe” come riporta Benco. Nel 1902 fu tra gli accompagnatori di D'Annunzio nel viaggio lungo le coste istriane organizzato in onore del Vate da Teodoro Mayer, che nel 1881 aveva fondato “Il Piccolo”. Quell'anno Mayer nominò il brillante Roberto Prezioso direttore del “Piccolo della Sera” e direttore facente funzione de “Il Piccolo” per evitare così di dover ricoprire sia la posizione di editore che di direttore del quotidiano.

Quando Joyce iniziò a insegnare alla Berlitz School nel 1905, Prezioso fu tra i suoi primi allievi, i due condividevano interessi letterari e presto le lezioni divennero private. Joyce chiese in più occasioni l'aiuto del prestigioso amico, come lettere di raccomandazione e favori più svariati. Poi dal 1907 Prezioso iniziò a commissionargli una serie di articoli per “Il Piccolo della Sera”. Grazie a lui, per un periodo della sua vita, Joyce si presentò come giornalista, con tanto di biglietti da visita della testata triestina e benefit che andavano dalle riduzioni sui biglietti ferroviari a quelli di teatri e concerti, fino all'auto-promozione dei suoi exploit, come avvenne nel 1909 quando aprì il primo cinema di Dublino. Prezioso lo fu di nome e di fatto anche quando gli organizzò il ciclo di conferenze su Amleto per la Società Minerva a fine 1912 e a febbraio 1913. A quella data la spettacolare crisi che aveva rischiato di incrinare la loro amicizia s'era infatti ricomposta. Cos'era accaduto? Tra il 1910 e il 1912, mentre i Joyce abitavano in via della Barriera Vecchia 32, Prezioso aveva iniziato a frequentare l'appartamento sopra la Farmacia Picciola, attratto dal fascino particolare di Nora, che chiamava 'l'Irlandina' e lei era molto lusingata delle sue attenzioni. I biografi di Joyce riportano che avrebbe oltrepassato il limite quando un giorno ch'erano soli le dichiarò: “Il sole s'è levato per Lei” e la baciò. Incapace di tenere la bocca chiusa, Nora lo riferì a James che, alla prima occasione, fece una gran piazzata all'amico e datore di lavoro davanti al Caffè Stella Polare. Il pittore Tullio Silvestri, che passava di lì, riportò che lo vide allontanarsi piangendo. Secondo alcuni però, per Roberto, Nora non era che un mezzo per arrivare a James. Correva voce che fosse bisessuale.

Come avrebbe dichiarato Stelio Crise a Brenda Maddox in una intervista del 10 marzo 1987 sembra che avesse addirittura una relazione con Aldo Mayer, il figlio del proprietario del “Piccolo”. Nella prima edizione della biografia di Joyce, anche Ellmann aveva fatto cenno a possibili risvolti omosessuali nell'amicizia tra James e Roberto, dato che però venne poi censurato nelle edizioni successive a seguito delle proteste della famiglia Prezioso. Sta di fatto che una vicenda di troilismo venne utilizzata da Joyce nel 1914 nella pièce teatrale “Esuli”, in cui ritroviamo Prezioso nelle vesti del giornalista Robert Hand. Non è da escludere che il galante Roberto non gli abbia ispirato anche il focoso Blazes Boylan, l'amante di Molly nell'Ulisse (come a dire, nella cucina Joyce non si butta via mai niente). Con l'avvicinarsi dei venti di guerra per Prezioso, fervido irredentista, membro di diverse organizzazioni filo-italiane della città, la situazione si fece pericolosa. Massimo Soranzio ha ricostruito i suoi movimenti dal 1914, scoprendo che già in agosto Prezioso era stato contattato dal Barone Leopold (sic) von Chlumecky dell'imperial regio Ministero degli Affari Esteri. L'idea era di mandarlo in missione in Italia per convincere l'opinione pubblica che la neutralità avrebbe assicurato vantaggi in termini territoriali al paese. A Prezioso, del quale era ben noto l'orientamento politico, non restava che accettare il passaporto diplomatico e partire per l'Italia, ma i suoi movimenti destarono i sospetti della polizia che iniziò a indagare su lui, sul figlio Luciano e la sua fidanzata. Come si rileva dagli Atti riservati della Polizia conservati nell'Archivio di Stato di Trieste, quando fu perquisita la sua casa a Scorcola venne trovato materiale 'patriottico' compromettente. Preso tra due fuochi, Prezioso finì per essere accusato dai nazionalisti d'essere anti-interventista e d'aver tramato contro l'entrata in guerra dell'Italia, e dagli austriaci d'aver fatto il doppio gioco essendo sempre rimasto un convinto irredentista. Finito il conflitto mondiale, la prima accusa decadde grazie all'intervento di Silvio Benco, ma Prezioso a Trieste preferì non tornare più. —

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