Contenuto riservato agli abbonati

Scelto un non basagliano a capo del Csm di Barcola, non accadeva da 40 anni

A dirigere il Centro di salute mentale considerato il simbolo del modello Trieste sarà il sardo Trincas. Due giorni fa il via al decreto di nomina da parte di Asugi. L’esito fa discutere perché la psichiatria a Cagliari non è ritenuta all’avanguardia

TRIESTE. Per la prima volta in quarant'anni, la direzione di un pezzo dei servizi della salute mentale di Trieste sarà affidata a uno psichiatra non riconosciuto dai colleghi di Trieste come appartenente alla tradizione basagliana. Dopo settimane di polemiche sul concorso per il ruolo di direttore del Centro di salute mentale 1 di Barcola, l'Azienda sanitaria giuliano isontina ha designato Pierfranco Trincas, proveniente da Cagliari.

Si conclude così una vicenda aperta dalla denuncia degli ex primari basagliani del Friuli Venezia Giulia sull'effettiva regolarità della valutazione e continuata nel clima sempre più teso tra la giunta Fedriga e le forze di opposizione.quarant’anni, la direzione di un pezzo dei servizi della salute mentale di Trieste sarà affidata a uno psichiatra non riconosciuto dai colleghi di Trieste come appartenente alla tradizione basagliana.

Dopo settimane di polemiche sul concorso per il ruolo di direttore del Centro di salute mentale 1 di Barcola, l’Azienda sanitaria giuliano isontina ha designato Pierfranco Trincas, proveniente da Cagliari. Si conclude così una vicenda aperta dalla denuncia degli ex primari basagliani del Friuli Venezia Giulia sull’effettiva regolarità della valutazione e continuata nel clima sempre più teso tra la giunta Fedriga e le forze di opposizione.



L'Asugi ha approvato il decreto di nomina del 66 enne Trincas, ma non c'è voglia di commentare la notizia. «Nessuna dichiarazione», dice il direttore generale Antonio Poggiana. Poco di più l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, per il quale «le aziende sanitarie fanno quello che devono fare».Trincas, ma non c’è voglia di commentare la notizia. «Nessuna dichiarazione», dice il direttore generale Antonio Poggiana. Poco di più l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, per il quale «le Aziende sanitarie fanno quello che devono fare».

Trincas si insedierà fra un mese, il tempo di la posizione in Sardegna, dov'è stato direttore del 2.o Servizio psichiatrico diagnosi e cura dell'ospedale Santissima Trinità di Cagliari e dal 2019 responsabile della Struttura complessa nella stessa città. In precedenza Trincas ha svolto ruoli gestionali non connessi alla pratica psichiatrica: direttore sanitario dell'Azienda policlinico dell'Università di Cagliari, direttore dell'Asl di Sanluri e direttore dell'assessorato Sanità della Regione Sardegna. Il medico ha una doppia specializzazione, in psichiatria a Cagliari e in criminologia e psichiatria forense a Bari.

Da Asugi fanno sapere che il primario non parlerà fino all'insediamento a Trieste, dove Trincas guiderà uno dei quattro Csm del territorio provinciale.insedierà fra un mese, il tempo di chiudere la posizione in Sardegna, dov’è stato direttore del 2.o Servizio psichiatrico diagnosi e cura dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari e dal 2019 responsabile della Struttura complessa nella stessa città.

In precedenza Trincas ha svolto ruoli gestionali non connessi alla pratica psichiatrica: direttore sanitario dell’Azienda policlinico dell’Università di Cagliari, direttore dell’Asl di Sanluri e direttore dell’assessorato Sanità della Regione Sardegna. Il medico ha una doppia specializzazione, in psichiatria a Cagliari e in criminologia e psichiatria forense a Bari. Da Asugi fanno sapere che il primario non parlerà fino all’insediamento a Trieste, dove Trincas guiderà uno dei quattro Csm del territorio provinciale.



Trincas è risultato il prescelto fra una decina di candidati. Lo psichiatra sardo era terzultimo dopo l'esame di pubblicazioni e curriculum, in cui era prevalso Mario Colucci, pugliese formatosi a Trieste alla scuola basagliana. I colloqui hanno sovvertito la graduatoria. La scelta fa discutere in città, perché la sanità sarda non è ritenuta all'avanguardia sul fronte della salute mentale, al contrario di quella giuliana, riconosciuta come eccellenza dall'Oms.

Nel 2019 il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà rileva in Sardegna scarsità di operatori sociosanitari e uso della contenzione: 19 casi in un anno e irregolarità nella gestione dei Tso, con due morti nel 2006 e nel 2018.Colucci, pugliese formatosi a Trieste alla scuola basagliana. I colloqui hanno sovvertito la graduatoria. La scelta fa discutere in città, perché la sanità sarda non è ritenuta all’avanguardia sul fronte della salute mentale, al contrario di quella giuliana, riconosciuta come eccellenza dall’Oms. Nel 2019 il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà rileva in Sardegna scarsità di operatori sociosanitari e uso della contenzione: 19 casi in un anno e irregolarità nella gestione dei Tso, con due morti nel 2006 e nel 2018.



Gli ex direttori dei Dipartimenti di salute mentale di Trieste, Gorizia, Udine, Alto Friuli e Pordenone hanno denunciato in una lettera aperta la penalizzazione nelle procedure di reclutamento dei professionisti della scuola basagliana, radicatasi dal capoluogo in tutto il Fvg. Gli psichiatri Mezzina, Perazza, Bonn, Asquini e Cassin l'esito esterni del procedimento, che vede due medici al territorio in testa alla graduatoria. I cinque professionisti parlano di «spoils system: tutti i formati alla scuola basagliana sono stati penalizzati o esclusi, nonostante curriculum migliori».basagliana, radicatasi dal capoluogo in tutto il Fvg. Gli psichiatri Mezzina, Perazza, Bonn, Asquini e Cassin definiscono «singolare» l’esito del procedimento, che vede due medici esterni al territorio in testa alla graduatoria. I cinque professionisti parlano di «spoils system: tutti i formati alla scuola basagliana sono stati penalizzati o esclusi, nonostante curriculum migliori».



Dura la replica del presidente della Società italiana di psichiatria Massimo Di Giannantonio, che ha accusato i colleghi di condurre una «azione di retroguardia» in nome di una «visione antica». Si scontrano metodi e approcci diversi: da una parte il Centro di salute mentale aperto e basato sui servizi territoriali, dall'altro la scelta per un approccio medico-scientifico, con maggior ricorso al ricovero ospedaliero.

Lo scontro fra basagliani e Sip va avanti dagli anni Settanta, quando Franco Basaglia venne espulso dall'associazione per le sue critiche radicali.basagliani e Sip va avanti dagli anni Settanta, quando Franco Basaglia venne espulso dall’associazione per le sue critiche radicali.



Centrosinistra e M5s si sono schierati a fianco dei basagliani. Il dem Roberto Cosolini ha invitato il presidente Fedriga e il suo vice Riccardi a chiedere alle famiglie della qualità del servizio dei Csm, mentre il grillino Andrea Ussai ha evidenziato il rischio di «cancellare un modello di riferimento unico», accusando la giunta di voler smantellare la sanità territoriale per favorire i privati. Riccardi non ha replicato, ma il suo pensiero l'ha reso noto scorse settimane: «Tutta la psichiatria si riferisce a Basaglia, ma ognuno deve stare al suo posto e non pensare si nelle tratti di cosa sua, tanto meno quando si parla di un concorso pubblico». basagliani. Il dem Roberto Cosolini ha invitato il presidente Fedriga e il suo vice Riccardi a chiedere alle famiglie della qualità del servizio dei Csm, mentre il grillino Andrea Ussai ha evidenziato il rischio di «cancellare un modello di riferimento unico», accusando la giunta di voler smantellare la sanità territoriale per favorire i privati. Riccardi non ha replicato, ma il suo pensiero l’ha reso noto nelle scorse settimane: «Tutta la psichiatria si riferisce a Basaglia, ma ognuno deve stare al suo posto e non pensare si tratti di cosa sua, tanto meno quando si parla di un concorso pubblico». —


 

Video del giorno

La protesta di una signora no vax davanti a Letta

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi