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La Vidali al lavoro per riattivare dal 15 la linea marittima fra Trieste e Grado

L’armatore: «Questioni in via di risoluzione»

TRIESTE La data per la partenza della linea marittima Trieste-Grado è fissata, il 15 giugno. Ma la motonave Adriatica del Consorzio Vidali potrà mollare gli ormeggi soltanto se ci saranno le condizioni meteo-marine previste dai certificati per la sicurezza della navigazione: mare fino a forza 2 (onde entro il mezzo metro) e vento fino a forza 3 (al massimo 10 nodi).

Questo il primo dei motivi per cui Adriatica non ha preso servizio nel giorno previsto, l’8 giugno scorso. Ma c’è una seconda causa dello stop dei giorni scorsi, la mancanza di uno specifico corso di formazione per l’intero equipaggio (l’aveva fatto solo una parte) sulle condizioni di sicurezza a bordo. A spiegarlo è lo stesso armatore Pierfilippo Vidali dell’omonimo Consorzio veneziano, che ha vinto la gara per la linea marittima Trieste-Grado, e che ora interviene di fronte al caso scoppiato per il mancato avvio del collegamento marittimo. «Ho 31 anni e faccio l’armatore da quando ne avevo 18», aggiunge Vidali rivelando l’origine triestina della sua famiglia, amareggiato per gli attacchi della “città di famiglia”.

Il problema non è la mancanza del corso di formazione: «Stiamo concludendo in questi giorni», conferma infatti lo stesso Vidali. Ma piuttosto le limitazioni per la navigazione che in un golfo come quello di Trieste dove la bora, amica di casa, ma anche un leggero maestrale un po’ più teso o lo scirocco, rischiano di far rimanere agli ormeggi Adriatica un sacco di giornate. «Tutta colpa del cambio di esercizio della barca che prima faceva servizio nelle acque marittime di Venezia e che ora nel golfo di Trieste viene limitata – spiega lo stesso armatore – ed è un paradosso perché sono tre anni che faceva servizio tra Jesolo, Punta Sabbioni, Cavallino fino a Venezia. Una barca che può resistere a mare forza 5, che navigava lungo i canali marittimi accanto alle navi da crociera portando anche mille passeggeri al giorno. E che ora dopo i lavori di adeguamento, proprio per migliorarla e renderla ancora più adatta alla linea Trieste-Grado, viene limitata».

Lavori importanti allo scafo e alla chiglia, 70-80 mila euro ma non solo. «L’imbarcazione monta due motori turbo diesel nuovi di zecca – insiste Vidali – ed è dotata di un impianto di condizionamento da 35 mila euro e per questo è adatta anche a crociere panoramiche e serate di gala». Gli organi di controllo hanno fatto le prime ispezioni ma per il momento «ci hanno rilasciato delle certificazioni in regime provvisorio – afferma Vidali – e non so quanto tempo dovremo aspettare per avere un upgrade. Con i miglioramenti dovevamo salire di categoria rispetto a Venezia, purtroppo ci hanno dato limiti più stretti. Questo non c’era scritto nel bando. La questione del corso di formazione è il meno. Purtroppo la Capitaneria di Trieste ci ha chiesto qualcosa che a Venezia non ci chiedevano».

Chiarita invece la questione dei passeggeri, 300 è il numero massimo di persone che possono stare a bordo, ma per le limitazioni del Covid non ne potranno salire più di 149. «Io e il mio equipaggio siamo dei lavoratori – aggiunge Vidali –, siamo qui per dare un servizio all’altezza delle aspettative dei triestini. Stiamo lavorando con la Capitaneria per risolvere tutte le questioni, passo dopo passo, e adeguare Adriatica alle normative del porto di Trieste».

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