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Bilancio, primo via libera alla manovra estiva. Per la casa 40 milioni, bonus a 3.500 famiglie

Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga

Nell’assestamento da 150 milioni, per la casa sono stati riservati 40 milioni Previsti importi fra i 13 e i 17 mila euro utili a comprare la prima abitazione

TRIESTE Vale 150 milioni l’assestamento estivo approvato ieri in via preliminare dalla giunta Fedriga, che nella manovrina punterà forte sul bonus per l’acquisto della prima casa. Le domande di contributo si accumulano: ne arrivano centinaia ogni mese e ce ne sono più di 7 mila in attesa. La Regione stanzia 40 milioni per scorrere le graduatorie, andando a soddisfare 3.500 famiglie, che attendono fra 13 e 17 mila euro.

Il disegno di legge vale più di cinque volte la manovra del luglio scorso, varata in piena crisi Covid. Si prevedono tra l’altro 20 milioni per la spesa sanitaria, 5 a favore dei porti, 1,5 a supporto di Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e non mancano interventi per imprese e politiche del lavoro. C’è poi l’aumento di altri 3,5 milioni del fondo a sostegno dei risparmiatori coinvolti nei crack di Coop Trieste e CoopCa. «Diamo avvio al percorso che porterà all’approvazione della manovra a luglio, da parte dell’Aula. Si tratta di un’iniezione di risorse molto considerevole per dare risposte alla comunità regionale e garantire sostegno alla ripresa», commenta l’assessore alle Finanze Barbara Zilli.

Il presidente Massimiliano Fedriga dà la priorità alle famiglie in attesa del bonus per l’acquisto della prima casa. La parte del leone la fa allora l’assessore Graziano Pizzimenti, cui sono assegnati in totale 50 milioni, di cui 40 necessari per dimezzare le domande di contributo, aumentate a dismisura dopo la decisione della giunta di applicare il provvedimento non solo agli immobili da restaurare, ma anche alle nuove abitazioni.

Il vicepresidente Riccardo Riccardi potrà contare a sua volta su un’iniezione da 20 milioni per sostenere la spesa corrente del sistema sanitario. Al proposito, il dem Diego Moretti chiede chiarimenti sul «presunto buco nei conti delle Aziende». Se i costi della sanità aumentano per una tendenza che pare ineluttabile e si è aggravata per la pandemia, la manovra deve fare anche i conti con la crisi economica. L’assessore alle Attività produttive Sergio Bini potrà usare 8 milioni, soprattutto per aiuti al comparto turistico (5) e al commercio (1). La collega Alessia Rosolen farà leva su 3 milioni per le Politiche attive del lavoro. La giunta valuta intanto la somma necessaria alla liquidazione definitiva della fallimentare gestione della Zona industriale dell’Aussa Corno: un impegno che potrebbe pesare per 30 milioni sul ddl.

L’assessore Fabio Scoccimarro disporrà di 9,5 milioni, di cui 5 per coprire il tradizionale sconto carburanti fino a fine anno e 1 per scorrere la graduatoria dei contributi alla rottamazione delle auto. Sono 5 i milioni a disposizione dell’assessore Pierpaolo Roberti, per la quasi totalità diretti a coprire l’aumento dei costi per la gestione dei minori non accompagnati, dovuta alla necessità di effettuare tamponi e quarantene a causa del Covid. Roberti dovrebbe presentare anche un emendamento per aumentare l’indennità mensile dei sindaci da 350 a 500 euro lordi.

L’assessore Barbara Zilli gestirà 28,5 milioni: 3,5 incrementeranno il fondo per le vittime di fallimenti delle società coop, portando le risorse a 9 milioni, che saranno distribuiti con una norma da scrivere dopo l’assestamento. Con 25 milioni la Regione comparteciperà poi ai finanziamenti statali e comunitari sul fronte di supporto alle imprese ed edilizia scolastica.

Tra le altre voci di spesa ci sono i 4,5 milioni affidati all’assessore Sebastiano Callari per lo sviluppo dei sistemi informatici attraverso Insiel. Tiziana Gibelli finanzierà con 1,5 milioni promozione ed eventi di Gorizia 2025, scorrendo con altri 400 mila euro il bando per l’acquisto di attrezzature sportive a favore delle associazioni dilettantistiche. Poggia infine su 15 milioni la disponibilità dell’assessore Stefano Zannier per l’agricoltura, di cui 10 per il Fondo di rotazione e 2 per la filiera del latte.

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