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Al MuCa riemerge la storia dei sommergibili e ripartono le visite allo stabilimento navale

Inaugurata la mostra temporanea dedicata dalla sezione cittadina dell’Anmi, a “I 600 di Monfalcone 1932-1942”

MONFALCONE Alle spalle oltre un anno di aperture a singhiozzo il Museo della Cantieristica è pronto a riportare i visitatori anche alla scoperta dello stabilimento Fincantieri, oltre che del proprio patrimonio, in continuo accrescimento. Il tour del cantiere navale, capace nel 2019 di tradursi in 2.824 visitatori, ridottisi a 426 nel 2020, tutti concentrati tra gennaio e febbraio, riprenderà il 3 luglio. Il circuito nello stabilimento sarà leggermente diverso rispetto a quello utilizzato fino allo scorso anno, a causa dei lavori in corso nel cantiere navale per potenziarne la produzione. «Sarà sempre di sicuro interesse», dice il direttore scientifico della Fondazione Fincantieri Matteo Martinuzzi nel corso dell’inaugurazione della nuova mostra temporanea ospitata dal MuCa e dedicata, dalla sezione cittadina dell’Anmi, a “I 600 di Monfalcone 1932-1942. Nel silenzio degli abissi”, pensata per raccontare la storia di 25 sommergibili nati sugli scali di Panzano. Le visite allo stabilimento coincideranno quindi con la prima toccata delle navi da crociera Msc per i cui ospiti ed equipaggi il Comune di Monfalcone ha deciso di costruire un pacchetto turistico, gratuito, mentre già domenica riprendono le Passeggiate culturali al villaggio operaio di Panzano. Il percorso all’interno del MuCa sarà dal canto suo più ricco. In attesa, a settembre, dei 26 modelli navali di grande dimensione, per un valore assicurato di 250 mila euro, concessi dalla Fondazione Fincantieri in comodato d’uso gratuito, il MuCa da ieri accoglie i suoi ospiti con il racconto dell’Associazione marinai d’Italia sui sommergibili della classe 600 costruiti nel cantiere di Panzano e sugli uomini che li realizzarono e che vi operarono come equipaggio.

«Tanti sommergibilisti erano stati prima operai», spiega durante la cerimonia di apertura il presidente dell’Anmi Monfalcone Enrico Cernigoi, storico, sottolineando la collaborazione con il Comune e la volontà dell’associazione di proseguire nel recupero della memoria. Nella mostra l’Anmi lo fa non solo attraverso una serie di pannelli, ma anche con alcuni modellini realizzati da Riccardo Benco ed Elena Galesso e le uniformi indossate da ufficiali e marinai dei sommergibili della Regia marina e provenienti dalla ricca collezione del socio Anmi Massimo Giovanetti. A corredare la mostra ci sono poi una pubblicazione, con foto d’epoca e schede tecniche, un modello in 3D della classe 600 realizzato dall’ingegner Salvatore Spinelli e immagini tridimensionali del “Perla”, battello della medesima classe, a cura dell’architetto Ferdinando Patini, pensati per avvicinare i ragazzi delle scuole. «Ecco perché questo non è un museo qualsiasi e perché abbiamo voluto riaprirlo non appena è stato possibile», dice il sindaco Anna Cisint all’inaugurazione cui hanno preso parte, tra gli altri, il comandante della Capitaneria di porto Giovanni Nicosia, il questore Paolo Gropuzzo e il soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia Luca Caburlotto. Il Comune sta quindi lavorando per completare e ampliare il racconto dell’attività del cantiere navale con i nuovi 26 modelli e i disegni di Renzo Piano del profilo a forma di delfino della prima Crown Princess. C’è poi l’intenzione di aprire un capitolo sulle navi cisterna, mentre il 10 novembre sarà la volta di una mostra con il Museo ferroviario di Trieste per celebrare i 100 anni delle officine ferroviarie.

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