Pestato in auto dopo l’incidente. Condannato un motociclista

Marco Durì aveva inseguito a San Lorenzo l’anziano Luigi Paoluzzi colpendolo al volto e minacciandolo: inflitti dal giudice 8 mesi e risarcimento di 17.450 euro

SAN LORENZO Dopo l’incidente l’inseguimento dell’auto, le lesioni e le minacce nei confronti del conducente. Era il 18 marzo 2018, a San Lorenzo Isontino. Luigi Paoluzzi, cormonese oggi 90enne, che era alla guida, non s’era accorto di nulla, proseguendo così la corsa perchè non c’era stato impatto tra la sua auto e la moto, tuttavia era stata coinvolta un’altra due ruote con un giovane centauro, che era finito sull’asfalto riportando ferite. Secondo l’ipotesi di accusa, il motociclista Marco Durì, 58 anni, residente a San Giovanni al Natisone, aveva raggiunto l’anziano bloccando il suo percorso e, proferendo minacce, l’aveva colpito al volto danneggiandogli anche la protesi dentaria. Il procedimento penale a carico di Paoluzzi era stato archiviato. Il 90enne aveva presentato denuncia. Mercoledì è stata pronunciata la sentenza nei confronti di Durì, per lesioni, minacce e danneggiamento. Il giudice monocratico Marcello Coppari ha disposto la condanna alla pena di 8 mesi, nonché al risarcimento dei danni per complessivi 17.450 euro, oltre alla rifusione delle spese legali alla parte civile. Un risarcimento in virtù del danno patrimoniale, 2.450 euro, del danno biologico, 5 mila euro, e del danno morale, 10 mila euro. Il giudice ha inoltre subordinato la sospensione condizionale della pena alla liquidazione del risarcimento entro 120 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza.

L’avvocato Alice Bevilacqua, dello studio legale Bevilacqua, che ha rappresentato Paoluzzi costituitosi parte civile: «Saremmo stati disposti a ritirare la querela se l’imputato si fosse scusato e avesse provveduto a rimborsare il nostro assistito». Nell’ambito dell’arringa finale, il legale di parte civile ha rilevato il mancato intervento di un gesto riparatore, «un sentimento di sincero ravvedimento o di perdono». Ha fatto riferimento anche a una «sindrome post traumatica da stress», attestata da diagnosi certificata. Da qui la richiesta di condanna e del risarcimento per i danni patrimoniale, biologico e morale, in subordine la concessione della sospensione condizionale della pena solo dopo l’integrale liquidazione economica. «La nostra difesa verteva sul precetto morale - aggiunge Bevilacqua - alla base della condotta dell’imputato, nell’aggredire un anziano, ignaro di quanto provocato, e pure circostanza soggetta ad archiviazione nel procedimento penale, dopo averlo inseguito, fermato e trascinato fuori dall’auto, procurandogli ferite e uno stato di choc, di cui ancora ne paga le conseguenze». Il difensore, avvocato Lorenzo Reyes di Udine dice: «Mi riservo di leggere le motivazioni per conoscere le determinazioni che hanno portato il giudice a pronunciare una sentenza così rigorosa nei confronti del mio assistito, peraltro incensurato. Ritengo che i risarcimenti riconosciuti alla persona offesa non trovino adeguato riscontro documentale. Abbiamo sostenuto sin dal principio l’infondatezza dell’imputazione producendo evidenze documentali. Il dibattimento non ha portato prove che corroborassero la versione fornita dalla persona offesa, peraltro sotto vari profili contradditoria. Presenteremo appello».—

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