Ius soli, in Austria la spinta per dare la cittadinanza ai figli degli immigrati

Una veduta aerea di Vienna. Fonte Stockphoto. LIPSKIY PAVEL (Photographer) 

I neonati riceveranno automaticamente la cittadinanza: si dà per scontata l'approvazione

I bambini che nascono in Austria, anche se da genitori immigrati, riceveranno automaticamente la cittadinanza. In altre parole, sarà applicato ad essi lo “ius soli”, senza ulteriori complicazioni burocratiche. È questa la scelta decisa il 10 giugno dalla direzione nazionale dell'Spö, il Partito socialdemocratico. Un partito di opposizione, come si sa, e quindi senza possibilità di dare immediata esecuzione al suo progetto di riforma, ma che tuttavia conta molto nello scenario austriaco, essendo la seconda forza politica del Paese, dopo l'Övp (Partito popolare), che guida il governo.

Per giunta, i Verdi, alleati di governo dell'Övp, in materia di immigrazione e di diritto di cittadinanza sono sulle stesse posizioni dell'Spö. Domenica avranno il loro congresso a Linz, nel quale è annunciata una mozione su questo tema, di cui si dà per scontata l'approvazione. La svolta in materia di immigrazione dell'Spö arriva dopo un lungo processo di elaborazione, iniziato in un congresso del 2018.

In quella sede lo “ius soli” per i nati in Austria era stato sollecitato dal movimento dei giovani socialdemocratici. Il partito se n'era fatto carico, affidandone lo studio a un comitato presieduto da Peter Kaiser, governatore della Carinzia. Dopo tre anni il comitato ha concluso i lavori. La soluzione proposta prevede, in generale, una semplificazione delle regole per l'ottenimento della cittadinanza. Per quel che riguarda lo “ius soli”, si prevede che sia concesso a tutti i nati in Austria, che abbiamo almeno uno dei genitori legalmente residente da almeno 5 anni.

Non è una proposta rivoluzionaria e destabilizzante: in Germania, senza andare troppo lontano, questa regola esiste già da vent'anni e non ha creato problemi, anzi, ha favorito una migliore integrazione delle famiglie immigrate. Agli stranieri che chiedono la cittadinanza è richiesto attualmente un reddito minimo e il superamento di un test che potremmo definire di storia austriaca ed educazione civica. La richiesta può essere avanzata dopo 10 anni di residenza continuata in Austria e può durare altri 5 anni. La proposta dell'Spö, invece, prevede che la cittadinanza possa essere richiesta già dopo 6 anni. Anche il requisito reddituale è alleggerito: sarà sufficiente che almeno in tre dei sei anni il richiedente non abbia avuto bisogno dell'aiuto dei servizi sociali. Un'ulteriore facilitazione riguarda i costi fiscali dell'operazione, che attualmente ammontano a 1.115 euro destinati allo Stato e a un'ulteriore somma destinata al Land di residenza, diversa da Land a Land. L'Spö ritiene che il balzello di oltre mille euro vada eliminato e che la tassa regionale sia resa uniforme. Infine il test di ammissione: l'attuale esame dovrebbe essere sostituito da un corso di formazione sui principi fondamentali del sistema democratico occidentale. Attualmente l'Austria concede la cittadinanza a circa 8.000-10.000 persone all'anno, pari a meno dell'1% di quante ne fanno richiesta. Da questo punto di vista l'Austria è all'ultimo posto in Europa, assieme alla Bulgaria.

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