Caso Trieste Running: nessuna archiviazione. E Russo finisce a processo

Il candidato in pectore del centrosinistra alle comunali è stato rimandato a processo per le affermazioni rilasciate durante la polemica sull’esclusione degli atleti africani

TRIESTE. Il consigliere regionale ed ex senatore dem Francesco Russo, candidato in pectore del centrosinistra alle comunali, è stato rimandato a processo per le affermazioni rilasciate durante la polemica sull’esclusione degli atleti africani dal Trieste Running festival. Il pm Federico Frezza aveva chiesto l’archiviazione della denuncia per diffamazione avanzata dal patron della manifestazione Fabio Carini, ma il gip Massimo Tomassini ha deciso invece ha la questione va portata a processo.

Nel 2019 la polemica scoppiò dopo l’annuncio di Carini, fatto in conferenza stampa assieme al presidente regionale Fedriga e all’assessore Roberti. Carini denunciò Russo per aver dichiarato che era stato condannato da un tribunale sportivo per razzismo.

La condanna c’è stata, in secondo grado, ma verte sul danno d’immagine arrecato alla disciplina per le affermazioni poco accorte di Carini, che si prestavano a una lettura razzista. Se le parole di Russo siano o meno una sintesi fedele di questi fatti o ne siano una distorsione è materia su cui spetterà al giudice esprimersi. Queste senz’altro sono le criticità che hanno portato il gip a scegliere il rinvio a giudizio. Russo preferisce per il momento non commentare, pur avendo in passato evidenziato la dimensione politica della vicenda.

Stringato anche Carini: «È una vicenda che ha rappresentato e rappresenta ancora una sofferenza forse insanabile. Non so quanti al mio posto avrebbero retto una simile pressione. Di tutto questo parlerò in tribunale se mi verrà chiesto. Per ora ringrazio i miei avvocati Ilaria Salamandra e Matteo Annunziata»

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