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Caso Sores, ipotesi esposto in Procura sulla nomina di De Monte

L’opposizione chiede una nuova audizione davanti alla Terza commissione e intanto incarica legali per valutare la rilevanza penale dello stop al concorso

TRIESTE Si arricchisce di una nuova puntata il tormentone della nomina del primario Amato De Monte alla guida della struttura operativa regionale per l’emergenza sanitaria (Sores). Le opposizioni tambureggiano per una nuova audizione sul caso in Consiglio regionale e dietro le quinte preparano il siluro dell’esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti. La decisione non è ancora presa, ma dalle parti di centrosinistra, Movimento 5 stelle e Gruppo misto si parla più o meno apertamente dell’ipotesi di abuso in atti d’ufficio da parte di Giuseppe Tonutti, direttore generale dell’Azienda regionale di coordinamento per la salute.

Da quanto trapela, diverse forze politiche di minoranza hanno richiesto consulenze legali rispetto alla legittimità della decisione dei vertici dell’Arcs di interrompere la procedura di concorso per la designazione del nuovo direttore della Sores di Palmanova. Tonutti ha infatti bloccato il lavoro della commissione valutatrice e indicato De Monte, attualmente a capo della Terapia intensiva di Udine. Un modo per portare il primario fuori dal contatto diretto con i pazienti, come indicato dalle norme nazionali per i sanitari che rifiutano di vaccinarsi contro il Covid, come De Monte ha finora scelto di fare.

Dopo aver chiesto al presidente del Consiglio Mauro Zanin di discuterne in Aula, l’opposizione torna a rivolgersi congiuntamente al presidente della commissione Salute Ivo Moras per una nuova audizione sul tema, dopo che la prima è stata chiusa anzitempo per gli impegni del vicepresidente Riccardo Riccardi. Pd, Cittadini, Open, M5s e Patto per l’autonomia sottolineano che «la normativa statuale prevede la selezione pubblica per l’assegnazione degli incarichi apicali del personale sanitario, in conformità al principio costituzionale che indica il concorso come strumento idoneo a garantire requisiti di efficienza e imparzialità».

Per gli scriventi, però, Tonutti ha dichiarato che «la scelta del dott. De Monte fosse preferibile al proseguimento dell’iter concorsuale, tanto più che a suo giudizio alcuni dei candidati non sembravano persone in grado di tessere quei rapporti con altri responsabili di strutture al fine di esercitare la più incisiva azione di coordinamento auspicata per la Sores. Tonutti è stato chiaro nel precisare le modalità di nomina, ecco le parole testuali pronunciate in aula: “con l’ultimo provvedimento è stato individuato il dott. De Monte da me in accordo con lui”». Un quadro che, secondo le opposizioni, sembra «violare le norme previste dalla legge».

I toni della lettera evitano di mettere sul tavolo il carico più pesante, ma è partita in parallelo la richiesta di pareri legali rispetto all’opportunità di rivolgersi alla magistratura. Il capogruppo Pd Diego Moretti non conferma e non smentisce: «Rimangono aperte questioni che vanno sicuramente approfondite». Il Cinquestelle Andrea Ussai chiede «un approfondimento sulla legittimità dello stop al concorso: in questa regione le regole non valgono per tutti, tanto che in commissione il vicepresidente Riccardi e il direttore Tonutti hanno parlato pure senza mascherina. Un’altra prova che qualcuno fa quello che vuole, sentendosi come il marchese del Grillo». Non usa giri di parole Walter Zalukar (Misto): «Secondo noi si prefigura un’ipotesi di abuso in atti d’ufficio. Tonutti ci ha detto chiaramente in audizione che ha scelto De Monte dopo essersi messo d’accordo con lui: esistono delle normative, ma queste non vengo rispettate e lo dicono pure esplicitamente».

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