Fedriga ed Emiliano incontrano Draghi per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga e Michele Emiliano, hanno commentato il vertice odierno a Palazzo Chigi

TRIESTE «Un incontro molto positivo, utile e costruttivo che rilancia la centralità del rapporto fra il Governo e le Regioni e sancisce di fatto un'alleanza istituzionale per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Del resto solo attraverso una sinergia molto forte si possono raggiungere gli obiettivi ambiziosi previsti dal Pnrr».

Così il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga e Michele Emiliano, hanno commentato il vertice odierno a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

«Il corretto rapporto interistituzionale, ben sperimentato durante la pandemia - hanno spiegato Fedriga ed Emiliano - è il viatico più giusto per un'efficace attuazione del Pnrr, per evitare l'allungamento dei tempi o il mancato sfruttamento delle risorse. In generale abbiamo riscontrato l'attenzione per il ruolo che possono svolgere le Regioni. Va riconosciuto, infine, - concludono Fedriga ed Emiliano - che molte proposte della Conferenza delle Regioni sono state accolte per quanto riguarda il lavoro della cabina di regia ed è positiva anche l'interlocuzione avviata con alcuni ministeri, grazie anche al coordinamento del ministro Gelmini, per gestire al meglio l'impatto degli investimenti sui singoli territori».

Il punto sulla campagna vaccinale

Le Regioni sono «attrezzate per fare centinaia di migliaia di vaccini al giorno. Noi stiamo aspettando per capire quando servirà la terza dose e se servirà. Questo cambierebbe totalmente il modello organizzativo». Lo dice il presidente della conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dopo l'incontro con il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi. Fedriga spiega di non aver parlato con il presidente del Consiglio nello specifico di questo argomento, ma a domanda risponde: «Se dovessimo andare verso l'ordinarietà della vaccinazione attuale chiaramente dovremmo andare verso un'ordinarietà anche dell'organizzazione e quindi superare gli hub vaccinali. Se così non fosse è chiaro che le scelte saranno diverse. Stiamo aspettando indicazioni, perché ad oggi certezze dal punto di vista scientifico non ce ne sono. E organizzare qualcosa che non serve sarebbe sbagliato».

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