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Danieli inaugura l’impianto d’acciaio «più evoluto del mondo»

Richiesti due anni di lavori e 190 milioni di spesa. A luglio il verdetto di Metinvest sul progetto Trieste

Una nuova linea di lavorazione dell’acciaio inaugurata martedì 8 giugno all’Abs di Udine, l’attesa per la conferma di Metinvest del progetto per il nuovo stabilimento siderurgico a Trieste, la fornitura agli ucraini degli impianti per realizzare un laminatoio in patria, gli ordini appena firmati dal gruppo Arvedi per l’area a freddo di Servola. Il Friuli Venezia Giulia si accredita sempre più come nuovo polo nazionale dell’acciaio, con operazioni che vedono come comun denominatore la presenza del gruppo friulano Danieli e che, sul territorio regionale, stanno mettendo in moto investimenti che sfiorano i due miliardi di euro.

Ieri mattina è entrato in funzione il nuovo Quality Wire Rod 4.0 (Qwr) alle Acciaierie Bertoli Safau del gruppo Danieli. Inaugurazione in grande stile, con le congratulazioni del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, la presenza del presidente Massimiliano Fedriga e di una lunga lista di autorità. L’impianto è costato 190 milioni (con investimenti programmati per altri 200) ed è stato realizzato da zero con due anni di lavori. Dal Qwr usciranno lunghe bobine di vergella in acciaio speciale e di qualità, prodotto a partire da rottami ferrosi e riciclando metà degli scarti di produzione per aumentare i livelli di sostenibilità. La vergella è la denominazione tecnica del tondino in acciaio, fino a 25 millimetri di diametro, da cui si producono sospensioni, viti, bielle e cuscinetti nei settori dell’automobile, dell’aerospaziale e dell’industria dell’energia. Lo stabilimento produrrà 500 mila tonnellate di vergella all’anno, facendo giocare ad Abs un ruolo di primo piano nel mercato internazionale e garantendo l’assunzione a regime di 158 tecnici specializzati.

La particolarità dell’impianto sta nella sua capacità di lavorare molte qualità di acciaio comune e speciale, modificando in pochi minuti la tipologia di produzione per adattarsi alle richieste dei vari clienti. La seconda peculiarità è l’approccio “zero man on the floor”, ovvero l’assenza di personale nelle vicinanze dei macchinari: tutto viene gestito attraverso sistemi digitali e il magazzino è interamente automatizzato. La società prevede un fatturato da 200 milioni e una produzione equamente distribuita fra Italia e mercato estero.

Come ha spiegato il presidente e ad Gianpietro Benedetti, Danieli e le sue controllate impiegano 8.714 dipendenti a livello mondiale, di cui la metà in Italia. Nel solo Fvg l’indotto generato dà lavoro a 513 imprese con un giro d’affari da mezzo miliardo. Con il nuovo Qwr di Abs, la multinazionale friulana si muove in casa, ma l’obiettivo è ambizioso e globale: «Danieli - ha continuato Benedetti - 30 anni fa era la Cenerentola su 40 costruttori mondiali di impianti, ora siamo fra i primi tre. L'obiettivo è diventare numero uno nei prossimi 3-4 anni con la nostra azienda in Cina».

Il taglio del nastro è pure l’occasione per fare il punto sui progetti messi in piedi con il gruppo Metinvest. Se per il via all’operazione delle Noghere bisogna aspettare che il cda ucraino si riunisca entro la prima settimana di luglio (i tempi sono slittati di un mese per la volontà di portare a un livello più avanzato lo studio di fattibilità), è di ieri la notizia che Danieli fornirà a Metinvest macchinari per 210 milioni, che saranno impiegati per un nuovo impianto di laminazione a Mariupol’, sul Mar Nero. L’alleanza fra Danieli e Metinvest si consolida e da quanto trapela l’accordo sarà firmato giovedì alla presenza dei ministri degli Esteri Di Maio e Prystajko.

A Mariupol’ Metinvest è pronta a investire mezzo miliardo, mentre vale 700 milioni l’impegno a Trieste. L’operazione attende il via libera: gli ucraini devono ancora definire nel dettaglio il tipo di produzione da realizzare nel laminatoio a caldo immaginato alle Noghere. Quale sia lo stato dell’arte del progetto, lo spiega Benedetti, parlandone per la prima volta: «Le istituzioni hanno fatto un ottimo lavoro e sono state veloci. Ora la palla ce l’abbiamo noi. La questione sarà affrontata dal cda di Metinvest entro la prima settimana di luglio. Lì sapremo se sarà approvato, come auspico, il progetto delle Noghere, che ci darebbe la possibilità di fare vicino casa un super impianto con la stessa concezione di Qwr. L’impianto produrrà fino a 4 milioni di tonnellate all’anno. Come commentavo con il cavalier Arvedi, il caso fa sì che a Trieste, a soli 700 metri di distanza, ci sia un laminatoio a freddo di livello, che si arricchirà con le apparecchiature che forniremo quest’anno. Nasce un polo della siderurgia. Stiamo facendo preventivamente richiesta di finanziamento a Sace con l’idea che Metinvest possa cominciare a scavare nei prossimi 6-7 mesi: l’idea è partire a produrre nel 2024».

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