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Trieste, scoperti furti di gioielli nella casa dell’anziana picchiata dalla bandante

Un frame del video acquisito nell’indagine con la telecamera nascosta

L’assistente familiare già processata per maltrattamenti e lesioni dovrà rispondere di un ulteriore reato con la figlia

TRIESTE Insulti e percosse, ma anche furti di gioielli in casa. Medea Davitashvili, la badante di 69 anni condannata nei giorni scorsi a 2 anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ottantenne triestina, è accusata pure di aver derubato l’anziana.

È la polizia locale a rendere noto questo risvolto della vicenda, diramando un comunicato che fa seguito a quanto pubblicato dal giornale sull’esito processuale del caso.

La badante, una straniera originaria della Georgia, è stata ritenuta innanzitutto responsabile di una serie di umiliazioni inflitte alla vittima, affetta da demenza senile e quindi fragile e bisognosa di aiuto. L’ottantenne veniva denigrata e picchiata. Sul corpo aveva anche lividi.

Era stato il Nucleo contrasto violenza e stalking (di recente istituzione in seno al Corpo della polizia locale), coordinato dalla Procura di Trieste, a scoprire cosa succedeva nell’alloggio dell’anziana. Gli agenti, grazie anche al supporto della famiglia dell’ottantenne (allertata dai vicini, allarmati dalle urla che sentivano provenire dall’appartamento), avevano documentato le vessazioni e le violenze installando telecamere e microfoni nascosti. Nell’inchiesta era emerso che la vittima veniva umiliata di continuo e percossa «in più occasioni e in modo gratuito», così è riportato negli atti giudiziari. Succedeva soprattutto quando l’anziana era in difficoltà a fare le cose più semplici, ad esempio quando doveva andare in bagno.

A novembre, concluse le indagini, la badante era stata arrestata e portata in carcere con le accuse di maltrattamenti e violenza domestica, in applicazione del Codice rosso.

La condanna è invece di questi giorni: la pena inflitta alla georgiana con il rito abbreviato dal gup Luigi Dainotti, oltre ai 2 anni di reclusione (con la condizionale), prevede pure il pagamento delle spese processuali e di 7 mila euro di risarcimento.

Ma ora la badante deve rispondere anche di altri reati. Durante le indagini gli investigatori avevano scoperto che nell’abitazione dell’anziana erano spariti alcuni gioielli. Gli agenti avevano quindi denunciato Davitashvili e la figlia (anch’essa badante a Trieste) per concorso in furto aggravato.

Stando a quanto reso noto dalla polizia locale, le due assistenti familiari sono nei guai anche per una serie di furti avvenuti in un grande supermercato cittadino. Per questi procedimenti il processo deve ancora essere celebrato.

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