La partita del Recovery: per ferrovie e porti pronti 31,46 miliardi

Alle risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza si affiancano quelle previste dal Fondo complementare

TRIESTE Una delle principali “mission” del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, preparato dal governo per usare al meglio la pioggia di miliardi attesi dall’Ue, è dedicata all’intermodalità e alla logistica integrata.

In campo non solo i finanziamenti legati al Piano, ma anche quelli del Fondo complementare, che ha il vantaggio di non avere nessun obbligo di rendicontazione a Bruxelles e di poter beneficiare di scadenze più lunghe, fino al 2026.

Per realizzare le infrastrutture ci sono 31,46 miliardi per ferrovie, strade e porti. La fetta maggiore va all’alta velocità e alla manutenzione stradale, con 27,97 miliardi. L’intermodalità e la logistica integrata, porti inclusi, invece, può contare su 3,49 miliardi di euro (di cui 2,86 miliardi nel Fondo complementare).

Le risorse presenti nel Pnrr cubano in tutto 630 milioni di euro destinati a tre obiettivi. In primo luogo una digitalizzazione spinta per creare un sistema che possa essere usato sia dal pubblico che dal privato per il trasporto merci e la logistica.

Obiettivo: semplificare procedure, processi e controlli. Sono poi previsti interventi per la sostenibilità ambientale dei porti e l’innovazione digitale dei sistemi aeroportuali, per migliorare il sequenziamento degli aerei, sia in rotta che nell'avvicinamento agli aeroporti, ottimizzando e riducendo il consumo di carburante.

Il resto degli investimenti sarà finanziato, invece, dai 2,86 miliardi del Fondo complementare. Previsti progetti per l’efficienza energetica, per il cosiddetto ultimo miglio ferroviario/stradale e poi, in particolare, per il sistema portuale.

Tre i rami d’intervento in quest’ultimo campo, per i quali sono stati dettagliati gli investimenti. In primis lo sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici: 300 milioni di euro per il 2021, 400 per il 2022, 320 per il 2023, 270 per il 2024, 130 per il 2025 e 50 per il 2026. Investimenti fino al 2025 per l’aumento selettivo della capacità portuale: 72 milioni di euro per il 2021, 85 per il 2022, 83 per il 2023, 90 per il 2024 e 60 per il 2025.

Terzo ramo d’intervento l’elettrificazione delle banchine (il cold ironing): 80 milioni per il 2021, 150 per il 2022, 160 per il 2023, 140 per il 2024, 160 per il 2025 e 10 per il 2026.D.C.

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