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Qualità della vita, Parenzo è prima tra le città istriane

Il lungomare di Parenzo

Pesano spese per l’istruzione, contributi allo sport e aumento della popolazione A Ragusa il primato della Dalmazia. Menzione a Rovigno per l’attenzione agli asili

In Istria si è sempre vissuto meglio che nell’interno del Paese, sia ai tempi della Jugoslavia che nell’ultimo trentennio sotto la Croazia. Merito di voci che vanno dal grado di istruzione della popolazione residente allo sviluppo delle infrastrutture, passando per le risorse stanziate dalle casse pubbliche per servizi e il grado di coesione sociale. E c’è ’un dato che ancor meglio di ogni altro illustra la situazione: il Pil medio pro capite è di circa 16. 000 euro, di ben il 27% superiore alla media a livello nazionale.

L’ultima riprova dello storico primato della regione arriva dal tradizionale sondaggio annuale del portale “gradonacelni.hr”. Sondaggio che incorona ancora una volta l’Istria al primo posto per la qualità della vita e, nello specifico, assegna alla città di Parenza il ruolo di capofila, seppur a breve distacco da altre “perle” come Cittanova e Rovigno.

I criteri di cui si è tenuto conto nel sondaggio sono la spesa pubblica pro capite per gli asili e l’istruzione in generale, per la sanità, la cultura e la tutela dell’ambiente. E ancora a incidere sui piazzamenti sono anche i contributi per il trasporto per gli alunni pendolari, l’indice di invecchiamento della popolazione e la fruizione dei fondi europei. L’Istria si è laureata regione regina alla luce della presenza di ben cinque sue città nella top ten: si tratta di Parenzo, Cittanova, Rovigno, Albona e Pisino. Al primo posto assoluto comunque troviamo Ragusa, unica città della costa dalmata.

Scorrendo le singole voci si scopre che Cittanova è in testa in testa nella classifica per la spesa pubblica con di 1.500 euro pro capite investiti nell’edilizia abitativa. Parenzo invece si distingue per la spesa pubblica a favore dell’istruzione, il più ricco bilancio pubblico pro capite e i contributi a favore del mondo dello sport. Pisino brilla invece per la fruizione dei fondi europei, 213 euro pro capite, mentre Rovigno non ha rivali quanto a spesa pubblica a favore dell’educazione prescolare e Albona è al primo posto per le sovvenzioni all’economia, artigianato e agricoltura.

Alla luce di questi dati che fanno dell’Istria una sorta di “terra promessa”, da una ventina d’anni a questa parte il numero degli immigrati risulta il doppio rispetto a quello degli emigrati. Lo confermano i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, secondo i quali l’Istria e Zagabria sono le uniche aree del paese con la popolazione in crescita. Nella penisola il maggior aumento della popolazione rispetto al censimento del 2011 si registra a Parenzo (da 16. 696 a 17. 508), Rovigno (14. 294-14. 559), Umago (13. 467-13. 897) e Dignano (6. 119-6. 380). I nuovi arrivati provengono dalla Croazia continentale, spinti a lasciare le località d’origine soprattutto alla ricerca di un lavoro e la penisola in questo senso offre molte opportunità nell’edilizia, nel turismo e nella ristorazione.

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