Amministrative in Istria: Rovigno e Parenzo scelgono sindaci dietini. A Umago vince l’Sdp

Nei centri maggiori però la Dieta democratica non sfonda. Ballottaggio per la guida di Pola e la carica di governatore

ROVIGNO. Bisognerà attendere il ballottaggio fissato per il 30 maggio per conoscere i nomi dei futuri governatori delle Regioni istriana e quarnerino-montana. Dalla prima tornata elettorale di domenica scorsa, però, sono già emerse le prime indicazioni: in Istria inizia scricchiolare il consenso del partito dominante, la Dieta democratica istriana, mentre la contea fiumana ha confermato il momento no dei socialdemocratici (con qualche eccezione), crisi emersa anche a livello nazionale.

In Istria (affluenza del 43, 97%) a darsi battaglia per la poltrona di governatore saranno il dietino Boris Miletic e il socialdemocratico Danijel Feric, con rispettivamente il 46,77 e il 22, 05% dei consensi. A Pola, maggior città della penisola, il secondo turno vedrà sfidarsi la dietina Elena Puh Belci (35,01%) e l’indipendente Filip Zoricic (18, 26%). Nella città dell’Arena si è avuta una sorpresa non da poco: i connazionali hanno scelto Bruno Cergnul (315 voti) quale vice sindaco in quota Comunità nazionale italiana, con Fabrizio Radin (293), fratello del vice presidente del Parlamento croato, Furio Radin, rimasto al palo. Restando in ambito comunitario, da segnalare l’affermazione di Jessica Acquavita, ex vice sindaca di Buie, nella corsa verso la vice presidenza - sempre in quota Cni - della Regione istriana. Acquavita ha ottenuto 1815 voti, mentre il polesano Valmer Cusma si è dovuto accontentare di 1680 preferenze. La nuova vice govenatrice, felice per l’esito della consultazione, ha ammesso che sotto diversi punti di vista il suo programma combaciava con quello dello sfidante, aggiungendo di essere rimasta sorpresa da quanto scaturito. Dal canto suo, Cusma (che si è congratulato con la contendente) ha diramato un duro comunicato contro Dieta democratica istriana e Unione Italiana, accusandole tra l’altro di avere avuto incontri segreti prima delle elezioni. «Mi sento di dire che i destini dei connazionali in Istria sono ormai completamente nelle mani della Dieta, a cui l’Unione Italiana ha ceduto la stanza dei bottoni. Purtroppo l’Unione Italiana non ha fatto nulla per animare i connazionali per questa consultazione, impedendo il confronto di idee e opinioni. Quando si parla di etnobusiness da parte dei nostri massimi dirigenti, non si ha tutti i torti».

Tornando al voto per l’incarico di sindaco, vittorie schiaccianti sono state registrate a Rovigno da Marko Paliaga (Dieta), a Parenzo di Loris Peršuric (Dieta), a Umago del socialdemocratico Vili Bassanese, a Dignano dell’indipendente Edi Pastrovicchio. I dietini sono stati sconfitti a Canfanaro, San Pietro in Selve (bastione dell’Accadizeta, centrodestra), Caroiba, Gallignana, Chersano e Medolino. A Pinguente c’è stato il grande rientro nell’arena politica dell’ex dietino Damir Kajin (Partito socialdemocratico) che domenica è stato votato dal 39, 01% dei partecipanti, con l’indipendente Dean Prodan (32, 96) in seconda posizione.

Nella Contea litoraneo - montana, nome ufficiale della regione fiumana, l’affluenza alle urne è stata del 37, 29%. Il 30 maggio si sfideranno il socialdemocratico Zlatko Komadina (42,12%) e l’accadizetiano e lussignano Gari Cappelli (26,77). Al ballottaggio anche Fiume e i maggiori centri della regione.

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