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Pestaggio a Barcola, pugile condannato a 2 anni

Il giovane aveva preso a pugni due trentenni, colpendone poi uno con un calcio in faccia che aveva causato delle fratture

TRIESTE La testata, i pugni. E poi quel calcio in faccia, devastante. Chissà quali film vedeva il ventunenne Gaspare Arcilesi, il pugile agonista che il 9 agosto dell’anno scorso aveva aggredito due trentenni nei pressi della Pineta di Barcola. Ci ha pensato la giustizia a riportarlo nella realtà: quel pestaggio gli è costato ora una condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione con la condizionale.

Arcilesi, difeso dall’avvocato Luca Ferrucci, è stato giudicato con il rito abbreviato dal gup Luigi Dainotti.

Era stato il pm Federico Frezza a coordinare le indagini, di cui si erano occupati gli agenti della Polizia locale. Un episodio innescato da una banale discussione, secondo quanto è stato possibile ricostruire nel corso dell’inchiesta.

L’aggressione era stata ripresa dalle telecamere di un autobus che stava passando in quel momento lungo viale Miramare, in direzione di Barcola.

Sono circa le tre e mezzo del pomeriggio. Arcilesi è in compagnia della fidanzata. Il pugile colpisce uno dei due prima con una testata al volto. Nell’istante successivo – anche questo si vede dalle immagini (37 secondi in tutto) – lo spinge in strada, sulla carreggiata. Il bus procede lentamente e riesce a fermarsi in tempo, vista la prossimità delle strisce pedonali.

Il trentenne però reagisce e si scaglia sul pugile con una bottiglia in mano, lanciandola addosso. Ma sia lui che l’amico, l’altro trentenne, vengono subito stesi con due pugni.

Arcilesi non si ferma. Sferra a uno dei due giovani a terra anche un violentissimo calcio in faccia. Un calcio che gli spacca denti, mandibola e naso.

Le telecamere immortalano anche questo. E pure ciò che accade nei secondi successivi: Arcilesi che si sistema la ciabatta e si allontana dalla Pineta con la fidanzata.

Le primissime testimonianze sul pestaggio vengono raccolte da una guardia giurata in servizio, uno steward urbano.

Gli investigatori erano riusciti a rintracciare l’aggressore nel giro di qualche giorno. Gli agenti avevano perquisito la casa del giovane: erano stati rivenuti gli abiti che indossava quel giorno, cioè una maglietta nera e un paio di pantaloncini bianchi, ancora sporchi di sangue.

Nel corso del procedimento il gup aveva disposto una perizia per valutare la gravità delle lesioni subite da uno dei due trentenni, quello che era stato colpito con il calcio al volto. Il perito aveva riscontrato l’indebolimento permanente della masticazione. Nella sentenza di condanna il giudice ha riconosciuto alla vittima, difesa dell’avvocato William Crivellari, 8 mila euro di provvisionale (sarà il giudice civile, in un momento successivo, a quantificare la somma del risarcimento). Arclesi dovrà anche rimborsare le spese legali.

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