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Arriva il sì da Roma: il parco di Villa Necker passa alla città

Via libera formale al passaggio dell’area verde della sede dell’Esercito al Comune. I tempi ora dipendono dalla burocrazia

TRIESTE Hanno detto sì: l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa hanno confermato in via ufficiale la disponibilità a cedere il parco di Villa Necker, la sede del Comando militare dell’Esercito “Friuli Venezia Giulia”, al Comune e quindi alla città. La svolta durante una sorta di “conferenza dei servizi” organizzata via web che ha riunito i rappresentanti del Comune, dello stesso dicastero della Difesa, del Demanio, dello Stato maggiore dell’Esercito, che occupa l’area a uso governativo, del Comune, e della Soprintendenza, presente per il Ministero della Cultura visto che il bene è definito storico-artistico dal 1967.

Si è compiuto insomma il primo passo nell’iter per il passaggio del parco dallo Stato al Comune. Ci saranno nuove riunioni nelle prossime settimane in cui verrà discussa nel dettaglio una serie di questioni che, fanno capire i diretti interessati, non sarà di veloce e semplice risoluzione.

Difficile è infatti stabilire - causa la solita burocrazia - quando il parco di Villa Necker sarà nuovamente accessibile al pubblico. Nuovamente perché già in passato, quando era sede dell’oratorio Villaggio Sereno della chiesa Beata Vergine del Soccorso di piazza Hortis, l’area era fruibile dai triestini.

Qualche residente ricorda che nel parco l’oratorio aveva avuto sede più o meno tra il 1947 e il 1984. E che all’epoca ci fosse un’agevolazione che riduceva di 9/10 il canone di affitto, successivamente tolta, nonostante le istanze dei parlamentari di allora. Il canone quindi passò da un milione di lire all’anno a 10 milioni, motivo per cui la parrocchia dovette recedere.

E proprio la modalità amministrativa del passaggio sarà uno degli aspetti più delicati. Concessione di utilizzo gratuito o reale passaggio in proprietà? Prima di tutto bisognerà attendere che il ministero della Difesa dismetta il bene e lo riconsegni all’Agenzia del Demanio. «Noi poi – spiegano dall’ente del patrimonio dello Stato – siamo assolutamente disponibili a trovare le procedure amministrative necessarie per il passaggio». Ci sarà poi da stabilire quali parti esattamente rimarranno in mano all’Esercito e quali andranno al Comune. L’idea dello Stato è quella di cedere al Municipio due dei tre campi da tennis, una palazzina con bagni e spogliatoi e il parco intero così com’è diviso oggi, cioè fino al confine con l’area pertinente a Villa Necker e Villa Italia, che invece resteranno a uso governativo all’Esercito. E sarà necessario accordarsi anche sui costi necessari al ripristino e alla manutenzione dell’area verde in capo al Comune. Per il restyling si parla, ma è una stima, di una cifra che va dai 500 mila euro in su. A tal fine saranno preparati dal Comune dei progetti in modo da descrivere nel dettaglio come avverrà il recupero del verde urbano seguendo le indicazioni delle “Belle Arti”. E bisognerà capire quale potrà essere in proposito la disponibilità finanziaria da parte del Municipio.

Spiega a questo proposito l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi, rappresentato alla riunione dai tecnici comunali: «Non sappiamo quando il parco ci verrà consegnato, quindi non posso dare ora la copertura finanziaria, è un discorso successivo che farà il mio collega ai Lavori pubblici, ad esempio, io adesso devo occuparmi di capire come gestire e prendere la titolarità parco. Il Comune ha dato la sua disponibilità e ha inviato la lettera affinché venisse organizzata questa prima riunione, ora è tutta una questione burocratica e tecnica. Speriamo che gli altri soggetti siano veloci. Per quanto riguarda i campi da tennis, inoltre, pensiamo di proporre delle tariffe minime utili alla manutenzione, non vogliamo lucrarci».—

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