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Fra isole Covid-free e lavoratori vaccinati così il turismo nei Balcani è pronto alla ripartenza

A Budva, in Montenegro, sono presenti seimila turisti contro i 500 registrati in questo periodo lo scorso anno

Secondo l’Ue la Croazia tornerà ai livelli pre-crisi a fine 2022. Montenegro: per chi si ammala cure a spese dello Stato

Una corsa a ostacoli nel preparare il terreno per accaparrarsi più visitatori possibili, rimediando ai danni della pandemia. Ma il quadro rimane in chiaroscuro. Le incognite sono quelle sulla stagione estiva 2021, attesissima tra le “tigri turistiche” dei Balcani e dell’Europa sudorientale come salvezza per l’economia. Tigri come la Croazia, che può quest’anno aspettarsi una forte ripresa economica grazie proprio al turismo, ha assicurato la Commissione Ue nelle ultime previsioni economiche di primavera. Non si tornerà ai livelli pre-crisi prima di fine 2022, ha aggiunto però Bruxelles, con una stima che fa il paio con quella degli analisti di Tourism Economics. Malgrado tutto Zagabria può guardare al futuro con fiducia, ha assicurato Zurab Pololikashvili, numero uno della World Tourism Organisation (Unwto). La Croazia infatti sarà fra i primi Paesi Ue a poter accogliere turisti stranieri, una mossa «cruciale». L’obiettivo resta fare molto meglio del 2020, quando il Paese accolse il 50% dei turisti rispetto all’annata record 2019. Andrà meglio dell’anno scorso, hanno assicurato ministero ed ente del Turismo, evocando un +10/20%. «Siamo pronti, i lavoratori del comparto sono fra i primi vaccinati, ci teniamo che i nostri ospiti si sentano al sicuro», ha aggiunto il ministro degli Esteri croato, Gordan Grlić Radman stimando che il 55% degli adulti nel Paese sarà immunizzato entro giugno. Ma secondo la stampa locale molti stranieri starebbero cancellando prenotazioni o rinviando a luglio e agosto le ferie sulla costa, quando il numero dei vaccinati dovrebbe essere maggiore.

Cauto ottimismo anche in Montenegro, dove in posti come Budva già oggi sono presenti 6 mila i turisti contro i 500 dell’anno scorso, e dove si attendono le prime crociere a fine mese. Ma anche qui si parla di successo se si toccherà quota 50% degli arrivi del 2019, puntando in particolare sul mercato russo e sui visitatori dei vicini Paesi balcanici, che possono entrare in Montenegro senza test. E chi si ammalerà sarà curato «a spese dello Stato», ha annunciato Podgorica. Di certo la ripresa del turismo sarà solo «parziale»; nel 2022 si potrebbe tornare ai livelli precedenti, stima la Ue.

Anche l’Albania dovrebbe beneficiare di un aumento del turismo dai Paesi vicini, incoraggiato «da restrizioni meno stringenti di quelle della Ue». Al lavoro è pure la Grecia, al top fra le destinazioni scelte dai turisti di molti Paesi europei, Gran Bretagna in testa. Atene sta puntando tutto sulla creazione di “oasi sicure” per i turisti, per un relax senza rischio-contagio. Di qui la decisione di arrivare alla completa vaccinazione entro giugno di tutti i residenti di cento isole dell’Egeo fra le più amate dai turisti tra cui Rodi, Corfù, Santorini e Mykonos. La prova generale sarà domani, quando Atene darà luce verde all’apertura ufficiale della stagione, mentre da giugno scatterà l’integrazione tra il “Green pass” europeo e il sistema nazionale di localizzazione dei visitatori (Pfl), fondamentale per permettere la libera circolazione dei turisti, ma anche il tempestivo isolamento di eventuali casi di contagio. Porte aperte, ha deciso Atene, anche a chi si è vaccinato con Sputnik russo e Sinopharm cinese, una mossa-chiave per riportare sulle spiagge elleniche centinaia di migliaia di turisti balcanici.

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