Covid, prove di normalità in Italia: anche il Friuli Venezia Giulia dati da zona bianca

Così cambieranno le norme: tre regioni sarebbero già nella fascia bianca

Sardegna, Molise e Friuli Venezia-Giulia nel paradiso della fascia bianca dove tutto riapre, Valle d’Aosta nel purgatorio di quella arancione dove bar e ristoranti sono sempre chiusi, tutto il resto dell’Italia in giallo.

Sarebbe questa la cartina del nostro Paese se già oggi fossero in vigore i nuovi parametri messi a punto dalle Regioni e presentati ieri al governo, che li farà propri con qualche ritocco. Lunedì 26 maggio altre sette regioni potrebbero tingersi di bianco: Abruzzo, Liguria, Trento, Bolzano, Veneto, Umbria e Lombardia.

Lo schema è ormai quello posato sul tavolo del confronto tra governatori e governo: sotto i 50 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti si va in fascia bianca, tra i 50 e i 149 in giallo, tra i 149 e i 249 in arancione, oltre in rosso lockdown. Ma a partire dal 15 giugno entra in campo anche il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale.

Se l’incidenza fluttua tra 150 e 149 con oltre il 30% dei posti occupati in terapia intensiva e il 40% nei reparti di medicina scatta il cartellino rosso. Se al contrario gli indici di occupazione sono rispettivamente sotto il 20% e il 30% si è promossi in giallo.

Ma per evitare che qualcuno faccia il furbo riducendo il numero di tamponi per avere meno casi, la proposta regionale, già mediata da Speranza, prevede anche un minimo di test da effettuare in rapporto alla popolazione: almeno 500 tamponi al giorno ogni 100 mila abitanti se l’incidenza dei casi è pari o superiore a 250; 250 tamponi se è compresa tra 150 e 149; almeno 150 test quando l’incidenza è da zona gialla e 100 quando si è sotto i 50 casi settimanali. Tutto andrà nel prossimo decreto sulle riaperture anticipate, che detterà anche le nuove regole per i 4 colori. —

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