Ecco come è stata sgominata la banda delle ruspe: Gorizia porta d’ingresso dei raid

I malviventi di nazionalità rumena entravano dalla Slovenia per gli assalti ai distributori di carburante in friuli e al centro commerciale di capriva

GORIZIA Per la banda che assaltava i distributori nel Nord Italia con le ruspe Gorizia e l’Isontino rappresentavano la porta d’accesso privilegiata. Il gruppo criminale proveniente dall’Est Europa ha seminato panico e danni ingenti ovunque ed è stato definitivamente smantellato all’alba di mercoledì dopo che, a fine marzo, al termine di un inseguimento ad alta velocità sulla Sp8 tra Savogna e Peteano, la banda era stata di fatto dimezzata.

A chiedere il mandato di arresto europeo è stata la Procura della Repubblica di Pordenone. Il gip Giorgio Cozzarini, su richiesta del pm Federico Baldo, ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli autori dei colpi alla pompa di benzina Conad di Porcia il 17 febbraio, all’impianto Q8 di San Vito al Tagliamento l’8 marzo, della spaccata nel bar e tabacchino annesso al distributore di Arba e al centro commerciale Città fiera di Martignacco, avvenuti il 25 marzo. Contando anche i furti satellite di auto (pure in provincia di Gorizia e a San Michele al Tagliamento) e di escavatori per perpetrare gli assalti e fuggire, si arriva a più di una trentina di capi di imputazione, fra i quali rapina, resistenza aggravata, danneggiamento. Nella lista vanno poi aggiunte le azioni criminali che non hanno relazione diretta con gli assalti commesse al di fuori della competenza territoriale della Procura pordenonese, come i colpi all’Eurospin di Capriva del Friuli, attribuiti alla stessa banda, ma su cui sta lavorando la Procura di Gorizia.

All’alba, ieri, sono state eseguite le misure, in Italia e Romania, sotto la supervisione del Servizio centrale operativo (Sco) e del Servizio cooperazione internazionale di polizia (Scip). Sono stati spiccati due mandati di arresto europei per i componenti della banda che si erano rifugiati in madrepatria. Uno (M.S., 21 anni) è riuscito a sottrarsi alla cattura. Iulian Gicu Dobre, 23 anni, di Bucesti, è stato arrestato. Maricel Borsan, 25 anni, è stato raggiunto in carcere a Trieste dall’ordinanza. Si trova dietro le sbarre dal 25 marzo: dopo un inseguimento al cardiopalma, finito con l’auto contro il guardrail a Peteano, era stato fermato dall’Arma, grazie a un’indagine congiunta delle compagnie di Gorizia e Pordenone. Borsan e Stanica Broasca, 27 anni, si erano tuffati nell’Isonzo. Borsan era stato ripescato in ipotermia, di Broasca, pure lui indagato per gli assalti, si erano perse le tracce. Finché, lo scorso 26 aprile, le acque del fiume non ne hanno restituito il cadavere.

L’indagine della polizia è partita dall’assalto al distributore di Porcia, sventato da una pattuglia della squadra volante in transito. Il questore di Pordenone Odorisio ha evidenziato la caratura criminale della banda, così «pericolosa» e «determinata» da mettere a repentaglio la pubblica incolumità, come ha confermato il gip nella sua ordinanza: gli autori degli assalti hanno lanciato gli estintori in corsa o hanno spruzzato le polveri contro le auto dei carabinieri (a Spilimbergo, dopo la spaccata di Arba e tra Savogna e Peteano) e della Polstrada (il 19 febbraio in autostrada dopo il furto a Monselice). Lo schema di base prevedeva che da Galati, in Romania, l’autista M.S. portava i compagni fino al confine italosloveno. A piedi, per i campi, raggiungevano l’Isontino, dove rubavano auto e pick up per i colpi (sia a Gorizia, sia a Gradisca). Con una breve ricognizione notturna, individuavano prima i cantieri stradali e rubavano le ruspe, poi sceglievano le pompe di benzina nel raggio di pochi chilometri e sradicavano le colonnine self service, impossessandosi dei contanti. Dopo il colpo fuggivano a bordo di altri mezzi rubati. In Slovenia, pochi giorni dopo, si rifaceva vivo l’autista, che li riaccompagnava in Romania. Utilizzavano per pochi istanti i cellulari, ma i detective, tramite le celle telefoniche, li hanno individuati e ne hanno seguito gli spostamenti. —

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