La piazza della chiesa terreno di scontro tra parroco e sindaco

L’arrivo di don Bruno a San Lorenzo accolto dal sindaco Clocchiatti

San Lorenzo come la brescello di don Camillo e Peppone. Duro scambio di mail tra don Bruno Sandrin e Clocchiatti: il prete bolla la riqualificazione come inutile e costosa

SAN LORENZO Scontro di vedute tra parroco e sindaco sulla futura piazza del paese e c’è già chi parla di “don Camillo contro Peppone” in salsa isontina. Succede a San Lorenzo, dove potere religioso e potere temporale si stanno dando battaglia con uno scambio epistolare piuttosto duro.

Don Bruno Sandrin ed Ezio Clocchiatti non se le sono mandate a dire riguardo i lavori di riqualificazione di piazza Montesanto, l’area antistante la chiesa parrocchiale. Un braccio di ferro che sembra scritto dalla geniale penna di Giovannino Guareschi ma che non è ambientato a Brescello. A scatenare la differenza di vedute è stata una mail inviata dal parroco don Sandrin al sindaco Clocchiatti. Nella missiva il sacerdote lamenta di come, sui lavori in vista nella piazza, «la parrocchia non sia stata preventivamente interpellata per un suggerimento». E qui don Bruno cala il carico: «Sembra che la spesa che sarà sostenuta, denaro comunale e contributi appositi regionali, non produrrà sensibili miglioramenti di funzionalità». Non solo: il sacerdote bolla la riqualificazione come «insignificante» e aggiunge: «La comunità non potrà trovare significativi benefici dalla realizzazione del progetto e di certo, difficilmente potrà vedere che la piazza diventi un centro di aggregazione e di incontro sociale e culturale». Ma non finisce qui: «Si sta perdendo l’occasione di ampliare il sagrato della chiesa, mentre per contro vengono favorite le attività di bar ed enoteca, dimenticando la presenza dell’edicola, della pizzeria, della farmacia e di eventuali possibili insediamenti residenziali». Bocciata anche «l’eliminazione dei parcheggi esistenti, che costringeranno i cittadini ed in particolare i parrocchiani disabili o meno, a raggiungere la chiesa o la piazza soltanto a piedi».

Don Bruno conclude tirando in ballo le vecchie panchine spostate negli anni ’80 «perché grazie a loro il luogo era diventato ricettacolo di nullafacenti» e ora previste dal progetto nel medesimo luogo di quella volta.

Su quest’ultimo punto è piccata la replica di Clocchiatti: «Rattrista leggere che alcuni cittadini siano stati definiti “nullafacenti”: all’epoca erano ragazzi, oggi sono lavoratori e padri di famiglia e non meritano di essere denigrati».

Sui parcheggi tolti Clocchiatti risponde: «Il progetto vuole garantire l’accessibilità a tutti indistintamente: l’amministrazione è sensibile alle difficoltà di tutti. Un’accusa di favoritismo è offensiva, avendo sempre operato con imparzialità». Sulle critiche in generale il sindaco, sottolineando come l’intervento apporterà maggior sicurezza, dice: «Ritengo che i parrocchiani non siano i soli a far parte integrante della vita della piazza: non si può pensare quindi che sia unicamente la parrocchia ad usufruirne».

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