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La filosofa Marzano: «Dire di al vaccino sì rappresenta un diritto e un dovere. Non aderire è una forma di egoismo stupido»

La filosofa Michela Marzano

La filosofa ha condiviso sui social la scelta di vaccinarsi «Ho ricevuto la prima fiala proprio pochi giorni fa. E sono felice»

La filosofa e scrittrice Michela Marzano, 50 anni compiuti lo scorso agosto, dalla sua casa in Francia non lascia spazio ad alcun dubbio sulla questione vaccini. «Ho ricevuto la mia prima dose proprio lo scorso venerdì. E sono tanto felice». Al punto che, subito dopo l’iniezione, ha deciso di postare sul suo profilo Instagram una foto. Un modo per condividere la gioia con i suoi follower, certo. Ma non solo.

Attraverso lo scatto che ha pubblicato, voleva in qualche modo promuovere la scelta di vaccinarsi?

«In molte persone mi hanno chiesto come mi sarei comportata. Postare la foto che ho fatto con mio marito era anche un modo per spiegare il mio pensiero a riguardo».

I vostri volti sono mezzi coperti dalla mascherina. Ma dagli occhi trapela molta soddisfazione…

«Per me vaccinarsi è al tempo stesso un diritto e di un dovere. È un diritto perché ognuno deve aver la possibilità di difendersi da questo virus che è ancora sconosciuto. Ed è un dovere, perché è necessario dare la possibilità a chiunque di ricominciare una vita più o meno normale».

In Italia, tuttavia, i dati mostrano che l’adesione alla campagna vaccinale, con l’abbassarsi delle fasce d’età, inizia a zoppicare. Che cosa ne pensa?

«È un problema che mi crea molte perplessità. Credo che non vaccinarsi rappresenti una forma di egoismo stupido. A tante persone sfugge il concetto che, quando si parla di vaccini, la bilancia dei rischi e dei benefici pende nettamente dalla parte di questi ultimi. Se non si aderisce alla campagna, c’è il rischio di favorire lo sviluppo di varianti pericolose, che possono vanificare tutti gli sforzi che sono stati portati avanti fino ad oggi».

Come mai è così difficile da comprendere?

«Non saprei, in Francia non stiamo sperimentando questo tipo problema. La gran parte delle persone, a prescindere dall’età, vuole ricorrere al vaccino, sente che è l'unica strada per ricominciare a vivere normalmente. Mi viene da pensare che forse, nel nostro Paese, ci sono livelli di complottismo e di paranoia molto più alti. Oppure, semplicemente, ci sono stati problemi di comunicazione».

Forse le riaperture hanno dato l’errata illusione che il pericolo fosse ormai alle spalle?

«Chi preferisce non vaccinarsi perché è convinto che la normalità sia stata finalmente riconquistata dà prova di grande ignoranza. I pericoli non sono svaniti, ci sono ancora molti contagi. Anche se l’andamento è altalenante, il virus non ha smesso di circolare. E l’unico modo per combatterlo definitivamente è rispondere alla campagna vaccinale».

Ha già fissato l’appuntamento per la seconda dose?

«Non so ancora quando sarà, ci sono state delle modifiche nelle regole per fissare la data. E sarò lieta di adeguarmi».

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