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Il traguardo di Maria, vaccinata a 108 anni «Ora potrò rivedere la mia amica Irene»

Maria Trani soffia sulle candele della torta per i suoi 108 anni. Foto di Cristina Pasqua

Colpita dal Covid e poi guarita la signora Trani è la più anziana di Trieste E ora si prepara alla ripartenza delle visite nella sua casa di riposo

Per mesi ha potuto vedere la sua vecchia amica Irene solo attraverso la rete che separa il giardino dal parcheggio. Ma ora per Maria Trani, ospite della casa di riposo La Meridiana, sul Carso triestino, così come per i tanti altri anziani costretti ad accontentarsi delle stanze dell’abbraccio e di muri in plexiglas, l’incubo è finito. Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha dato il via libera alle visite all’interno delle strutture, sospese da oltre un anno a causa dell'emergenza. Una novità che Maria, per gli amici Ucci, diminutivo di Mariucci, guarita dal Covid e ora vaccinata, ha potuto in parte gustare in anteprima qualche giorno fa, quando ha compiuto 108 anni, diventando così la persona più anziana di Trieste.

Signora Trani, com’è stato quest’anno di pandemia?

«Non vedevo parenti e amici, non sapevo quasi nulla di loro, perché con questo Coronavirus era tutto chiuso. Mi ricordo che con Irene ci vedevamo attraverso la rete del giardino, mettevamo il dito in mezzo e ci salutavamo. Mi mancavano tanto».

Ha avuto paura?

«No, aspettavo che finisse tutto».

Com’è riuscita ad arrivare a 108 anni?

«Merito forse dei miei geni: mia madre era sana e ha sempre lavorato. E poi non mi sono mai sposata, peraltro come mia sorella e mio fratello».

Ha anche una bella pelle. Qual è il segreto?

«Uso solo crema per il viso, le mani e le gambe, ogni giorno».

Anche sua sorella ha vissuto a lungo…

«Sì, aveva 104 anni. Eravamo molto legate. Abbiamo vissuto sempre assieme, per un periodo anche con nostro fratello. Aveva un negozio in via Rossini di elettrodomestici e articoli da sartoria».

E lei?

«Ho fatto la parrucchiera e poi la sarta. Ho lavorato anche nel negozio Beltrame e vestito clienti importanti, tra cui la figlia del professor Camerini. Sono andata avanti fino a quando le signore non hanno iniziato a comprare i vestiti pronti. A quel punto molte colleghe si sono trovate a dover lavare le scale. Io per fortuna poi sono andata in pensione».

E poi che cosa ha fatto?

«Ho continuato a coltivare una mia grande passione: fare passeggiate in Carso. Poi andavo a pranzo fuori con le amiche nelle trattorie e a teatro a vedere le opere. Da Pavarotti alla Callas, non mi sono persa nessuno».

Come ha trascorso il suo compleanno?

«Mi hanno preparato una torta. E ho salutato parenti e amici in giardino. Mi hanno portato i fiori. Ero contenta, perché sono stata festeggiata in maniera spontanea».

Ha mangiato tre fette di torta. Ama i dolci, vero?

«Accidenti! Addirittura tre fette? Non ricordavo. Sì, comunque. A me piacciono anche i crostoli e a mia sorella piacevano le frittole».

Sta bene dove si trova?

«Sì, benissimo. Mi piace tutto. La titolare, dico sempre, ha avuto buon gusto per come ha arredato la struttura».

Che cosa fa durante il giorno?

«Non riesco più a leggere il giornale, non vedo bene. Però guardo la tv. E faccio delle passeggiate d’estate in giardino».

Ha avuto il Covid?

«Sì, qualche giorno di febbre».

E si è pure vaccinata…

«Sì. Gli infermieri non credevano che avessi tutti questi anni. Sono in effetti fortunata perché non ho mai avuto malattie gravi. Vivrò bene finché non avrò dolori».

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