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Taverna di Vermegliano fatta chiudere 5 giorni per la protesta #ioapro di gennaio

Prenotazioni disdette nel locale di Vermegliano che prolungò l’orario dopo le 18. I gestori intendono impugnare con l’avvocato Magno la misura della Prefettura

RONCHI Al secondo week-end di ripartenza ufficiale di bar, osterie e ristoranti dopo il lungo “letargo” dettato dall’epidemia Sars-CoV-2, si abbatte alla taverna de Vermean come una doccia gelata l’ordinanza-ingiunzione di chiusura. Una misura della durata di 5 giorni, inflitta dal Prefetto dopo l’adesione alla protesta di gennaio #ioapro, cioè per l’aver protratto l’attività oltre il limite orario allora vigente delle 18.

Un locale particolarmente in auge, nel popoloso rione ronchese, ma catalizzatore di una clientela di più largo raggio e trasversale anche dal punto di vista anagrafico. Ma, come ribadiscono i titolari, sempre «rispettoso, perfino in piena estate quando la morsa si era allentata, di tutte le disposizioni, distanziamenti e mascherine in primis». La scorsa settimana, peraltro, la partenza dell’esercizio era stata con il botto. Nell’ampio giardino coperti da tutto esaurito nel fine settimana: senza prenotazione, niente rèbechin. Giovedì mattina, dunque, la notizia attraverso una pec dell’Ufficio territoriale della Prefettura di Gorizia con la disposizione. Insegna spenta fino a lunedì (compreso), si riparte l’11 maggio. I gestori, la coppia in affari e nella vita Lidia Zambon e Giuseppe Verzino, si sono adeguati. «Abbiamo chiuso e disdetto le numerose prenotazioni», dicono. Tradotto: «Centocinquanta coperti saltati», precisa Verzino. E quest’ultimo, attraverso l’avvocato Mauro Magno che assiste la coppia, riferisce l’intenzione della società di «proporre l’impugnazione dell’ordinanza-ingiunzione». Tempo 30 giorni dalla notifica.

Come chiarisce l’avvocato Magno, all’indomani della contestazione (i vigili avevano consegnato un verbale con la sanzione di 400 euro) «ho predisposto una memoria, inviata al Prefetto, in cui si esponevano le motivazioni per le quali si riteneva il provvedimento illegittimo». L’atto è arrivato al palazzo del governo e, tempo dopo, giovedì, «è giunta l’ordinanza-ingiunzione a respingimento delle ragioni, ritenute insufficienti». Un provvedimento immediatamente esecutivo che, se non ottemperato, prefigura il rischio della «denuncia penale per violazione dell’ordine di autorità amministrativa», sempre il legale. Tuttavia non finisce qui, perché appunto c’è l’intenzione di proporre ora l’impugnazione dell’ordinanza-ingiunzione al Tribunale civile per asserita «illegittimità». Resta il rammarico di Lidia e Giuseppe: «Ovviamente dispiace per lo stop, avevamo pure due compleanni in programma, ma tutti hanno compreso che non è dipeso da nostre volontà e hanno espresso solidarietà». Solidarietà letta pure sul profilo social de La Taverna de Vermean.

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