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A Gorizia scatta il recupero crediti da parte di Irisacqua: chiesti i pagamenti di vecchie bollette

il titolare della stazione di servizio Tamoil Manuel Rizzi Foto Roberto Marega

I casi di Romano e Rizzi: «Sono passati più di dieci anni». L’amministratore unico Graziani: «È un’azione obbligata»

GORIZIA Richieste di pagamento delle bollette Irisacqua risalenti anche a dieci anni fa, se non di più. E ciò ha creato, e sta creando, un certo trambusto in città perché gli utenti sono rimasti spiazzati. Letteralmente.

Uno di questi è l’assessore comunale al Welfare Silvana Romano che racconta la sua disavventura. «Mi è arrivata la richiesta di pagamento di una bolletta da 47 euro da parte di Irisacqua. Risale al febbraio 2010, quando mio marito Adriano Zamparo cedette l’attività. A me risulta fosse stata pagata ma non ho più contezza perché, essendo passati cinque anni, non ho conservato le ricevute e credo sia tutto prescritto. Per questo, fatico a capire i motivi della richiesta, così tardiva, di denaro. Peraltro, il conto corrente della nostra ex attività (un’edicola) non esiste più». Romano sottolinea che ci sono parecchi casi simili al suo, anche quello «di una persona che si è ritrovata una richiesta di pagamento di una bolletta di 15 anni fa, di cui intestataria era la madre morta».

Non molto diverso l’episodio cui è stato protagonista o vittima, suo malgrado, Manuel Rizzi, titolare della stazione di servizio Tamoil di via Lungo Isonzo Argentina. La sua storia sembra la fotocopia di quanto capitato all’assessore Romano. «Ad un certo, mi è arrivata la richiesta di pagare una bolletta da 45 euro e rotti. Il problema era che risaliva al 2010. Ho immediatamente chiamato l’Autorità d’ambito perché erano belli che passati i cinque anni ed è ormai finito tutto in prescrizione. Sono trasecolato perché mi chiedevano di dimostrare l’avvenuto pagamento ma io, quelle carte, non ce l’ho più».

Continua Rizzi: «Mi hanno risposto che sono state interessate sia le posizioni con bollette di recente emissione finora non sollecitate, sia quelle con bollette emesse da uno e più anni, anche di importo modesto. Ma hanno anche aggiunto, pur confermando la norma per la quale a fronte di un servizio pubblico usufruito le bollette vanno pagate, che la società si “adopera al fine di informare le utenze delle proprie posizioni ancora aperte nella piena consapevolezza che su alcune casistiche potrebbero sussistere i termini di prescrizioni”. Ma, forse, era meglio determinarlo prima di spedirle all’utenza, disorientandola».

L’amministratore unico di Irisacqua, Giambattista Graziani spiega il motivo di quest’iniziativa che, di fatto, è una scelta obbligata. «Si tratta - esordisce - di un’attività finalizzata ad allineare il gestionale aziendale alle nuove disposizioni del Remsi, la Regolazione della morosità nel servizio idrico integrato, promulgato da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. È un’iniziativa complessa e complicata da spiegare. Peraltro, noi l’abbiamo adottata con mille precauzioni con un avviso bonario per tutti i crediti che vantiamo. Poi, si analizzerà posizione per posizione, relativamente alle prescrizioni: ciò che non si riuscirà a recuperare finirà nei crediti inesegibili».

Sono state coinvolte anche le associazioni dei consimatori. «Avremmo potuto fare i “cattivoni” ma non l’abbiamo fatto. Da questo primo giro, scaturirà l’elenco “vero” di coloro che devono pagare le bollette e non l’hanno fatto nei termini dovuti. Diversi sindaci ci hanno chiamato e abbiamo spiegato che, di questo, si tratta. C’è comunque la possibilità di rateizzare. Chiaro che le bollette di dieci anni fa sono prescritte», conclude Graziani. Ma, intanto, più di qualcuno ha avuto un travaso di bile.

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