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Museo del Mare di Grado, il giudice fa accelerare l’accordo

Il Comune di Grado spinge per aprire presto la struttura lungo la diga dedicato all’archeologia subacquea

GRADOManca ormai poco alla sottoscrizione dell’accordo fra Comune e Ministero per poter arrivare dopo quasi una trentina d’anni a veder aperto il Museo nazionale di archeologia subacquea. Nei giorni scorsi si è tenuto, infatti, un ulteriore incontro davanti al giudice Arturo Picciotto per affinare gli ultimi dettagli in vista dell’accordo, cioè del possibile inizio dei lavori per l’apertura del museo. Ci sono da rimuovere solamente un paio di ostacoli di carattere burocratico-amministrativo che dovrebbero essere superati a breve termine.

Il giudice ha espressamente chiesto al Mibac di accelerare con la raccolta degli ultimi pareri entro e non oltre fine luglio. La sottoscrizione di un accordo tra le parti in causa potrà, infatti, avvenire non appena saranno rimossi tutti gli ostacoli di carattere burocratico-amministrativo su cui è in corso un dettagliato approfondimento.

Due sono le richieste fatte dal Comune. Prima di tutto il desiderio che il progetto per l’apertura del museo sia articolato in due distinte fasi operative, per arrivare in tempi brevi ad un’apertura parziale utilizzando gli spazi agibili, nelle more del completamento dell’opera. Inoltre, come ha spiegato il sindaco Dario Raugna, la necessità che, rimosso ogni ostacolo esistente al completamento dell’opera, i lavori vengano concepiti in modo tale da assicurare in tempi ragionevolmente brevi la fruibilità almeno parziale al pubblico della struttura.

Nella struttura museale la parte principale, anzi la quasi totalità dell’esposizione, riguarderà la “Iulia Felix”, la nave romana trovata al largo di Grado da alcuni pescatori di marano lagunare nel 1987. Nei magazzini dell’edificio ci sono numerosi reperti che erano a bordo della nave ma anche, ben classificati, ci sono centina di pezzi di legno che compongono lo scafo della “Iulia Felix” che dovrà essere ricomposto.

Ma se per questo ci vorrà ancora del tempo poiché la Soprintendenza che si è già vista assegnare dal Ministero almeno parte dei finanziamenti necessari per proseguire l’opera, deve ancora affidare l’incarico della ricomposizione, gli altri reperti possono invece essere esposti. Del resto diversi di questi sono già stati messi in mostra sia nella sala mostre dell’Azienda di soggiorno e sia, anche, al salone della nautica di Genova.

Come sempre a fare soprattutto immagine è il contrappeso della stadera, trovato proprio nel 1987, raffigurante la dea Minerva che è diventato il simbolo dell’operazione “Iulia Felix”.

Che sia la volta buona per il Museo? Pur essendo stati scottati in passato diverse volte con tante promesse (sono state anche fatte conferenze stampa in grande stile a livello nazionale) tutti si augurano che questa possa essere veramente l’occasione giusta. Lo si saprà ad agosto, mese durante il quale ci sarà l’incontro delle parti, incontro auspicabilmente definitivo, che potrebbe concludersi con la firma dell’accordo.—

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