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Monfalcone, i rimorchiatori fuori dal canale Valentinis

Via libera al progetto dal comitato di gestione dell’Authority. Individuata una banchina dedicata, con l’avallo di A2A, per unificare i servizi tecnico-nautici del Porto

MONFALCONE I rimorchiatori fuori dal canale Valentinis. Ormeggeranno in un tratto di banchina dedicato dove verranno riuniti i servizi tecnico-nautici portuali. È il progetto, coordinato dalla Capitaneria di Monfalcone e proposto dal comandante del porto e dal sindaco, per il quale il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo ai fini delle opere di infrastrutturazione. La banchina individuata è al limitare del porto commerciale e interessa un tratto in concessione all’azienda A2A EnergieFuture, che ha dato la propria disponibilità. Con l’approvazione dell’atto di indirizzo in sede di Comitato di gestione, a fronte di un progetto di massima, è stato dato il via libera all’iter propedeutico all’esecuzione degli interventi. La Capitaneria di Porto, attraverso il capitano di fregata Giovanni Nicosia, confida di poter rendere operativa la banchina per la fine dell’estate, comunque entro l’anno. Attualmente i rimorchiatori sono ormeggiati lungo la banchina in concessione di Fincantieri, sul lato opposto quindi rispetto alle unità da diporto del Circolo nautico Canale Valentinis e di A2A. Un progetto, dunque, frutto anche della collaborazione con il Comune. Il sindaco Anna Maria Cisint, nel supportare e sostenere l’iniziativa, l’ha definito «un grande successo», un progetto che permetterà di liberare il Valentinis dai rimorchiatori, considerando in particolare gli effetti provocati dall’uscita dal canale con il sollevamento di significativi volumi di fanghi e la movimentazione delle masse di acqua. Il sindaco ha tenuto conto delle stesse richieste rappresentate dai diportisti del Circolo nautico Canale Valentinis che conta circa 800 soci. Una questione quindi, ha sottolineato Cisint, di sicurezza anche per le unità da diporto. Il progetto è funzionale del resto al piano di riqualificazione del punto più a Nord del Mediterraneo. Gli obiettivi dell’operazione sono 4. A partire dall’esigenza di riunificare i servizi tecnico-nautici del Porto. Lungo la banchina dedicata assieme ai due rimorchiatori di prima linea troveranno spazio due pilotine e due barche per gli ormeggiatori. Altro vantaggio è quindi l’allontanamento dei rimorchiatori dalle unità da diporto e contestualmente la maggiore vicinanza al porto commerciale. Infine la limitazione del fenomeno di sgrottatura nel Valentinis, in sostanza la formazione di grotte sotto le banchine generate dallo spostamento di masse d’acqua.

L’intervento di infrastrutturazione consiste nella sistemazione a sbalzo lungo la banchina di una passerella in grigliato metallico per l’accesso da terra e nel posizionamento di tre pontili galleggianti per le piccole unità. La procedura fa capo all’Authority dalla quale dipenderanno quindi anche i relativi finanziamenti dell’intervento. «Questo progetto ha rappresentato uno dei primi obiettivi che mi sono posto nel momento in cui ho assunto il comando della Capitaneria di Monfalcone – ha spiegato il capitano di fregata Nicosia –. L’esigenza prioritaria era quella di riunificare i servizi tecnico-nautici del porto e ne discendono una serie di migliorie ai fini di un più efficace coordinamento delle attività sia ordinarie, sia di emergenza. La nuova banchina è posta al limitare del porto commerciale di Portorosega e con questo intervento si otterranno diversi vantaggi. Abbiamo condiviso questo intento con il Comune nella convergenza degli interessi. L’operazione si inquadra nel progetto di riqualificazione del punto più a Nord del Mediterraneo che sta portando avanti l’amministrazione comunale. È stata coinvolta l’azienda A2A ai fini dell’utilizzo di parte della banchina in concessione, che ha dato la disponibilità. Con l’approvazione del progetto nel Comitato di gestione, potremo completare la procedura per arrivare all’operatività della banchina, come auspico, a fine estate».

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