Società partecipate a Trieste: la mappa del potere alla prova del voto

Dagli incarichi fiduciari ben remunerati a quelli che non prevedono retribuzioni: la fotografia del “potere” di controllo del Municipio e le variabili in vista delle urne

TRIESTE Le elezioni si avvicinano. Qualunque sarà la prossima maggioranza a palazzo Cheba, il loro esito si farà sentire nel mondo delle partecipate comunali: fra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, infatti, scadono mandati di rilievo come quelli di Trieste Trasporti o Itis. Nel caso di una vittoria dell’opposizione vedremo molti volti cambiare. Se la maggioranza attuale venisse confermata, ci sarebbero comunque nuovi equilibri da assestare.

Qual è il panorama a cui guardiamo? Sono 25 le nomine che il Comune di Trieste fa nelle sue società partecipate, nonché negli enti controllati e vigilati. Si tratta di incarichi di ogni tipo: alcuni richiedono profili tecnici elevati (diventando in parte meno politici), altri si approssimano più al volontariato. Ciò vale anche per i compensi annui, a volte nulli, a volte sostanziosi.

LE PARTECIPATE

È forse superfluo specificare che il Comune non nomina rappresentanti in tutte le sue partecipate, ma solo in sei di esse. La prima è senz’altro la società di pagamento e servizi Esatto. Il Cda di tre membri, espressione integrale della maggioranza, era composto dal presidente Andrea Polacco e da due consiglieri, Rossana Faggioli e Pietro Colavitti, scomparso di recente. Colavitti era uomo della Lista Dipiazza, che ora dovrà trovare un sostituto. «Troveremo una soluzione, ma non sarà facile perché questi ruoli richiedono figure tecniche, più che politiche. Non abbiamo pronto in tasca un altro con la professionalità di Colavitti», osserva Giorgio Rossi da presidente della civica del sindaco. Polacco e Faggioli fanno riferimento rispettivamente a Forza Italia e Fdi. L’ultima retribuzione annua era di 17.500 euro. Scadranno nel 2022.

Il Comune nomina poi un membro del Cda del gruppo Hera, al momento la leghista Federica Seganti, in scadenza a fine 2022. Nell’esercizio 2020 la sua remunerazione è stata di 60.499 euro. Troviamo poi due società in liquidazione, Amt Spa e Amt Trasporti (vedi articolo a destra).

Scadono invece il 31 dicembre i membri del cda di Trieste Trasporti, attualmente il presidente Pier Giorgio Luccarini (area Forza Italia) e le consigliere Federica Degli Ivanissevich (area Lista Dipiazza) e Gabriella Rebeschini (area Lega). Le due consigliere ricevono un compenso da 15 mila euro, il presidente – pensionato – opera gratuitamente.

In AcegasApsAmga, infine, il Comune ha nominato la consigliera Marina Monassi, ex presidente dell’Autorità portuale, di area forzista. Il suo incarico scade nel 2022.

gli ENTI controllati

Negli enti di diritto vigilati, il Municipio esprime sette nomine. Il sindaco Roberto Dipiazza è presidente dell’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti (Ausir), incarico non retribuito. Nel Cda della Pro Senectute siede invece il consigliere Stefano Martucci (area Lista Dipiazza), che rimarrà in carica fino a ottobre. Anche il suo incarico non è retribuito, così come non lo è quello di Santi Terranova, ex segretario generale, nel Cda del Coselag (l’ex Ezit). All’istituto regionale Rittemeyer per i ciechi il Comune ha nominato quindi il presidente Hubert Perfler.

Ci sono poi tre nomine nel Cda di cinque membri dell’Itis (l’Istituto triestino per interventi sociali): il presidente Aldo Pahor (nominato dal sindaco ma gradito anche a Forza Italia), la consigliera Sabrina Iogna Prat (nominata ai tempi dall’opposizione, in questo caso dai Verdi-Socialisti di Roberto De Gioia) e il vicepresidente Francesco Battaglia, subentrato di recente a Pamela Rabaccio, di nomina leghista. Gli incarichi scadono il 18 gennaio 2022, gli ultimi compensi disponibili sono 30.312 euro per il presidente, 15.156 euro per il vicepresidente e 7.578 euro per la consigliera.

Il Comune effettua poi otto nomine in sei enti di diritto privato controllati, ovvero lo Stabile Sloveno, il Rossetti, l’Upt, gli istituti Nautico e Volta e l’Irsses.

Sono tutti incarichi non retribuiti, ma in enti di primo piano nella vita cittadina. Un panorama di tecnica e politica che cambierà dopo il voto.

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