Bovini e asini al pascolo sul Carso monfalconese grazie a fondi europei

Anche il Carso monfalconese vedrà al pascolo bovini e asini nell’ambito di un progetto, finanziato da quasi 440 mila euro di fondi europei del Psr 2014-2020, di cui è capofila il Comune di Monfalcone e che lo vede alleato con i Comuni di Doberdò, Ronchi dei Legionari e Duino Aurisina, il Gal Carso, l’Università di Trieste, aziende agricole e “comunelle” , l’associazione culturale Landa carsica.

L’azione, già sperimentata ampiamente nel territorio di Doberdò e di Ronchi e che prenderà il via nel corso dell’anno, interesserà 45 ettari di territorio con l’obiettivo di ampliare la biodiversità, eliminando le piante infestanti e riqualificando il contesto ambientale, e sarà affiancata da un insieme più ampio di misure.

Tra quelle presentate ieri nel municipio di Monfalcone dal sindaco Anna Cisint e dal presidente del Gal Carso David Pizziga, con la partecipazione dei partner del progetto (in totale 20), c’è anche la creazione, entro l’estate, di un percorso didattico esplorativo del laghetto di Pietrarossa.

Punto di partenza il Centro visite, in cui il Comune, con altri 160 mila euro di investimento, realizzerà entro l’inizio del prossimo anno un museo multimediale dedicato all’ambiente carsico.

Il progetto Ecomosaico del Carso punta del resto a coniugare gli aspetti di tutela e riqualificazione ambientali a quelli di valorizzazione turistica e delle produzioni locali di nicchia, anche attraverso una prima fiera dei produttori da tenere in agosto.

Tra i principali risultati attesi c’è non a caso, come è stato sottolineato ieri, quello dello sviluppo di un marchio collettivo “Landa carsica” con cui promuovere i prodotti tipici di un territorio unico, sotto il profilo geologico, ma non solo, visto che in 20 chilometri quadrati sono concentrate 1.700 specie di piante.

L’attività di recupero passerà comunque dalla creazione di un corridoio verde che connetta gli habitat della Rete natura 2000 agli ambienti agricoli e dagli interventi per lo sviluppo di boschi di pregio attraverso la pulizia manuale e col successivo pascolo allo stato brado nell’area alle spalle della città, oltre l’autostrada A4.

La conversione a bosco prossimo-naturale coinvolgerà 10,28 ettari per un investimento di 47 mila euro, mentre il ripristino di habitat boschivi di interesse comunitario, compresa la realizzazione di radure, interesserà quasi altri 3 ettari per una spesa di circa 23 mila euro.

Il progetto, come spiegato ieri dal coordinatore del Gal Carso, Ales Pernarcic, vuole essere infine anche uno strumento di comunicazione e di posizionamento alto territoriale, con risvolti positivi per l’agroalimentare, la popolazione residente e il turismo.

Le azioni previste saranno inoltre affiancate e completate da un’attività di studio condotta dal Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste, che ha già accompagnato la reintroduzione del pascolo nel Carso isontino.

«Per Monfalcone è un progetto importante, che ha avuto una gestazione laboriosa, perché interviene concretamente su un ambito che ci sta particolarmente a cuore – ha sottolineato ieri il sindaco Cisint –, quello della valorizzazione del patrimonio carsico, nella logica della politica ambientale e green che stiamo portando avanti su tutto il territorio comunale» .

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