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Arrivano in casa per arrestarlo, si lancia dalla finestra: ecco che cosa è successo

Massimiliano Brun, 46 anni, è morto nell’impatto. I carabinieri gli avevano notificato la misura della custodia in carcere

TRIESTE «Vado a preparare la borsa...». Poi il salto. Massimiliano Brun, triestino, 46 anni, è morto venerdì sera lanciandosi dal terzo piano di casa sua, in via San Cilino 21.

Al piano terra, in quel momento, c’erano due carabinieri. Erano venuti per notificargli l’arresto e portarlo in carcere. Un provvedimento disposto dal giudice su richiesta del pm dopo che Brun era evaso dai domiciliari, in cui si trovava ristretto per una vicenda di stalking nei confronti della ex convivente. L’uomo era uscito di casa già una decina di giorni fa, commettendo di fatto un reato. E così ha fatto di nuovo questa settimana proprio per tentare di rintracciare la ex, nonostante il divieto di avvicinamento. Per il quarantaseienne si sarebbero quindi riaperte le porte del Coroneo, dove era detenuto nei mesi scorsi. Era stato scarcerato e messo ai domiciliari perché aveva preso il Covid.

La situazione, l’altra sera, era apparsa tutto sommato tranquilla. Quando si sono presentati i carabinieri, l’uomo non aveva palesato segni di instabilità. Nulla che potesse lasciar presagire ciò che sarebbe accaduto pochi istanti dopo. Sembrava calmo e collaborativo. Anzi, era stato il fratello Alain, piuttosto, a inveire contro i militari. Ma dopo l’iniziale nervosismo, la tensione si era distesa.

«Infatti – conferma proprio il fratello –, è così. Sono stato io a prendermela con i carabinieri, poi mi sono scusato. Devo dire che loro sono stati gentili, professionali e hanno gestito la situazione con comprensione e umanità. Ma a un certo punto – ripercorre ancora il fratello – Massimiliano è andato al piano di sopra per preparare la borsa e i vestiti. Ricordo che mi ha chiamato, dicendo “Alain... vieni su ad aiutarmi a cercare i pantaloni”... non appena sono arrivato da lui, l’ho visto che si buttava. Non ho potuto fare niente. Credo che mi abbia chiamato come per salutarmi per l’ultima volta...».

L’uomo si è lasciato cadere dalla finestra del bagno. Quando è arrivata sul posto l’ambulanza del 118 non c’era ormai nulla da fare per il quarantaseienne. I sanitari hanno comunque provato a rianimarlo, ma niente.

Uno dei due carabinieri è rimasto scioccato dall’accaduto ed è stato ricoverato a Cattinara.

La madre, così come il fratello, è sconvolta. «Mio figlio era buono – spiega la mamma – e ben voluto da tutti. Ma era succube della sua ex e soffriva perché non poteva vedere i figli per via della sua situazione giudiziaria».

«Il gesto di questa persona è stato repentino e imprevisto», spiega il procuratore Antonio De Nicolo. «Ha colto di sorpresa i carabinieri, che quando si sono recati nell’abitazione per la notifica del provvedimento di custodia cautelare in carcere hanno agito con professionalità e senso di umanità».

Brun avrebbe compiuto gli anni proprio oggi.

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