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Fvg Pride, il sindaco di Gorizia nega il patrocinio

Passa all’unanimità in giunta il no al sostegno del Comune alla manifestazione. Gli organizzatori: «Così si negano i diritti»

GORIZIANiente patrocinio del Comune di Gorizia al Fvg Pride che avrà come momento culminante il 4 settembre quando sfileranno le bandiere arcobaleno per le strade di Gorizia e Nova Gorica. A deciderlo, all’unanimità, la giunta comunale. Una scelta diversa da quella fatta dal Comune di Nova Gorica che, invece, il suo patrocinio lo concederà. «Nessun pregiudizio, ci mancherebbe - chiarisce il sindaco Rodolfo Ziberna - perché in una società civile e democratica ognuno deve sentirsi libero di amare chi vuole. Altra cosa è l’ostentare provocatoriamente determinate scelte sessuali a scapito di altre. Sono certo che se si organizzasse una manifestazione pro rapporti etero, verrebbe considerata discriminatoria. E, quindi, lo stesso deve valere per il Gay pride. Non è un evento che abbatte i muri ma, paradossalmente, li alza, perché cerca di separare gli omosessuali dagli altri».

Aggiunge il primo cittadino: «Non possono esistere violenze di serie A e violenze di serie B: per gli episodi che vedono protagonisti i gay si scende in piazza e si manifesta; per gli altri non lo si fa. Senza parlare della necessità, oggi, di mettere al centro di ogni nostra azione la ricostruzione di una società fortemente colpita dal prolungarsi dell’epidemia. Queste sono le cose per cui manifestare e che avrebbero un patrocinio convinto del Comune di Gorizia. Faccio notare infine che ogni volta che mi esprimo su questi temi, vengo attaccato proprio da chi si erge a paladino della diversità: altro che rispetto e pluralismo, qui si vuole il pensiero unico».

Immediata la replica degli organizzatori dell’evento. «Ziberna finge di non capire che il Pride non punta all’ostentazione di un orientamento sessuale, ma alla richiesta di pari diritti e dignità, che di fatto le sue parole ci negano- afferma Nacho Quintana Vergara-. Il Fvg Pride mai ha voluto e mai andrà a scapito di nessuno: non si tratta di una lotta che vede fronteggiarsi due schieramenti. Invitiamo inoltre il sindaco a non confondere il rispetto e la richiesta di dignità con il “pensiero unico”, a meno che non si ritenga tollerabile rispettare un pensiero razzista o maschilista per tutela della “diversità di opinioni”. Se non possiamo tollerare il razzismo e le violenze, allora perché possiamo farlo quando si tratta di omofobia o transfobia?».

Critiche a Ziberna arrivano anche dal Pd. «Un’occasione perduta e un’affermazione solo ideologica, giustificata con argomenti bislacchi e pretestuosi nel tentativo di mantenere un’impossibile ambiguità - afferma la senatrice Tatiana Rojc -. La posizione del sindaci purtroppo è chiara: il Comune di Gorizia preferisce non aver nulla a che fare con le persone gay e lo mette anche in delibera». «Divisivo non è il Pride ma Ziberna - aggiunge Marco Rossi, capogruppo del Pd a Gorizia -. È lui che, mostrando una volta di più la propria inadeguatezza politica a guidare la città simbolo dell’abbattimento dei muri, li alza ogni volta che può, crea tensioni e gioca sull’estremismo perché solo così riesce a dare un senso al proprio impegno politico nel momento in cui l’esperienza politica della sua giunta è al capolinea». Netta anche la presa di distanza del M5s. «Da Ziberna un atto di miope chiusura, che mette nero su bianco l'arretratezza culturale di una certa classe politica», attacca la deputata Sabrina De Carlo. «Una grave scelta -afferma Furio Honsell di Open Fvg -, caratterizzata da scarsa sensibilità verso i diritti civili più fondamentali, quale quello all'orientamento sessuale».

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