Fvg Film Commission, il presidente Poilucci:«A Trieste si profila un anno pieno di ciak»

Federico Poilucci

Il quadro della situazione generale e di questo decisivo momento di ripartenza

TRIESTE Qualche mese di stop in occasione del primo lockdown. E poi una lenta ma costante ripresa. Il cinema, in Fvg e a Trieste in particolare, ha sofferto meno di altri settori. Sulle produzioni, però, pesano costi più onerosi e tempi più lunghi, dettati dalle misure anti-Covid-19. Misure che non scoraggiano tuttavia le produzioni, mentre sono sempre di più i triestini che, di questi tempi, attendono con entusiasmo l’arrivo di nuove pellicole con la città e il suo circondario a farne da sfondo, capaci di trasformarsi in volano economico e occupazionale. A tracciare un quadro della situazione generale e di questo decisivo momento di ripartenza è Federico Poillucci, presidente di Friuli Venezia Giulia Film Commission.

Quali sono state le conseguenze della pandemia, per il cinema, a Trieste? «Dopo i primi mesi del 2020 caratterizzati da un blocco totale, la ripresa è iniziata a luglio e non si è più fermata, anche grazie al rispetto del protocollo che impone il rispetto di una serie di indicazioni legate al contenimento del virus. E continua, in modo molto positivo, pure in questo 2021. Si gira, infatti, anche se le spese sono maggiorate, considerando ad esempio i tamponi obbligatori ma pure tutte le altre precauzioni che inevitabilmente allungano i tempi di lavorazione e di conseguenza la permanenza delle troupe. È chiaro che anche poche settimane in più incidono non poco sull’esborso finale e creano qualche difficoltà soprattutto ai budget delle piccole produzioni. In generale, in questo momento, i costi sono lievitati del 20% rispetto al periodo pre-Covid».

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Come proseguirà il 2021 guardando ai set previsti a Trieste?

«Direi benissimo. Da qui a fine anno ci aspettano tanti arrivi eccellenti. Molti già annunciati, altri li scopriremo più avanti. Tra tutti il ritorno più atteso è sicuramente quello de “La Porta Rossa”, a fine estate, dopo il grande successo già registrato negli anni scorsi».

Le ricadute concrete?

«Le riprese rappresentano una spinta importante per il territorio. Oltre al ritorno di immagine, impagabile per Trieste, c’è anche un bel movimento per chi ci lavora. Parlo delle persone impiegate nelle varie troupe ma anche delle comparse. In tal senso, negli ultimi anni, tantissimi triestini hanno avuto la possibilità di partecipare a diversi progetti. È una soddisfazione per molti, ma è anche una piccola fonte di reddito. Penso ad esempio agli studenti o a chi arrotonda e ha al tempo stesso la possibilità di prendere parte a produzioni importanti».

Porto vecchio è una delle location preferite dai registi. Conserverà il medesimo appeal anche dopo gli interventi di riqualificazione urbana?

«L’aspetto attuale è indubbiamente un valore aggiunto. Ora è una location affascinante, fuori dal tempo, ma sono convinto che Trieste ha una grande opportunità e la deve cogliere, per lo sviluppo futuro della città e per la sua crescita. E credo che il cambiamento in atto avrà risvolti positivi pure per Film Commission».

In questi giorni girano il film di Netflix “Robbing Mussolini”. Che pellicola sarà?

«Non posso dire nulla. Nessun dettaglio, nessuna informazione. Ho firmato un rigido accordo di riservatezza con Netflixmi.br.

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