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Sgonico cancella la tassa sulle “frasche”

Osmize esentate dal pagamento dell’imposta sulle indicazioni stradali. La misura destinata anche ai locali di altri comuni

A Sgonico scatta l’operazione “insegna libera e gratuita” per le osmize del territorio. In virtù di un provvedimento approvato dal Consiglio comunale nel corso della sua ultima seduta, infatti, tutte le aziende familiari locali che gestiscono le cosiddette “frasche” saranno esentate dal pagamento del Canone unico patrimoniale, la tassa recentemente istituita in sostituzione dell’imposta comunale sulla pubblicità.

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«Si tratta di un provvedimento – spiega Monica Hrovatin, prima cittadina di Sgonico – che punta a favorire un settore che ha sofferto moltissimo sia lo scorso anno sia in questa primavera, a causa dell’emergenza sanitaria. In questo modo – aggiunge il sindaco – i titolari delle osmize potranno posizionare agli incroci, sulle aiuole centrali delle rotatorie, sui bivi stradali, tutte le indicazioni che riterranno opportune per aiutare gli amanti del genere a raggiungerle, senza dover sborsare un solo centesimo».

Si tratta di una vera e propria rivoluzione, in quanto in passato le osmize dovevano pagare l’imposta comunale sulla pubblicità per tutto l’anno, a prescindere dalle giornate di apertura. «Abbiamo voluto assicurare una boccata d’ossigeno alle tante famiglie che, dall’incasso dell’attività svolta in osmiza – riprende Hrovatin – possono ricavare utili che vanno a incrementare il bilancio familiare o, in alcuni casi, a rappresentare addirittura la parte principale delle entrate».

Nel territorio comunale di Sgonico sono una decina le mini imprese che operano nel settore: una realtà che, complessivamente, muove un centinaio di persone fra addetti al servizio al pubblico, cuochi, osti e trasportatori e che rappresenta perciò un movimento rilevante sotto il profilo economico. Tutte hanno peraltro a disposizione spazi di proprietà, perciò potranno ingegnarsi a inventare le insegne più caratteristiche e originali per calamitare l’attenzione del pubblico.

Ma il provvedimento adottato dal Consiglio comunale del piccolo centro dell’altipiano triestino riguarda tutto il Carso, perché Sgonico è situato in una posizione baricentrica. «Il nostro territorio – osserva a questo proposito Hrovatin – è situato fra Monrupino, Duino Aurisina e Trieste, perciò anche le decine di osmize che operano nell’ambito dei comuni limitrofi potranno beneficiare di questa esenzione. Anche loro potranno collocare insegne e indicazioni nei punti che riterranno opportuni. Non abbiamo mai fatto la precisa conta degli imprenditori del settore attivi nel circondario di Trieste – prosegue la prima cittadina di Sgonico – ma certamente si tratta di un numero considerevole, perciò speriamo che l’esenzione che abbiamo deciso di applicare possa giovare all’intero sistema, dando il via a una ripresa che tutti speriamo possa concretizzarsi a breve».

E adesso non resta che sperare nel bel tempo. «Finora – continua Hrovatin – oltre alle problematiche di natura sanitaria, che hanno obbligato gli osmizari a tenere chiuse le loro attività, si è aggiunto il maltempo, che ha fatto ritardare l’arrivo della primavera, ma speriamo che quanto prima si torni alle temperature tipiche di questa stagione. È bello poter andare in osmiza anche di sera, ma finora questo non sarebbe stato comunque possibile anche perché dopo l’imbrunire ha sempre fatto piuttosto fresco

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