Patto tra Regione e medici di base per la nuova assistenza territoriale

La proposta per la riforma da presentare al Governo sarà costruita insieme ai rappresentanti sindacali della medicina generale

TRIESTE La proposta che la Regione sottoporrà al tavolo nazionale con il Governo per la revisione dell’assistenza territoriale, con l’utilizzo delle risorse del Recovery plan, sarà costruita insieme ai rappresentanti sindacali della medicina generale. Lo ha sottolineato ieri il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante la videoconferenza con Stefano Vignando, presidente regionale Snami, Claudio Nardo, presidente provinciale Snami Gorizia e Dino Trento della Fimmg regionale.

Riccardi ha assicurato che sarà un tavolo con un metodo condiviso, «che strutturerà un rapporto costante fra parti sindacali dei medici di medicina generale e la Direzione centrale salute attraverso l’organizzazione di incontri periodici». «Le organizzazioni sindacali – ha rimarcato il vicegovernatore – ci hanno richiesto questo metodo di lavoro nel momento in cui si apre la riorganizzazione del sistema sanitario territoriale in sede nazionale dove il Friuli Venezia Giulia partecipa nella commissione delle Regioni per portare il contributo della medicina generale».

Nel corso della riunione si è parlato anche della campagna vaccinale che ha subito in alcune zone un rallentamento. Fra le motivazioni indicate dalle parti sindacali, oltre alla questione della disponibilità di dosi, le difficoltà nell’immunizzare i pazienti negli ambulatori dei medici di base dell’area giuliano-isontina, soprattutto per la mancanza di spazi: la maggior parte si trovano infatti nei condomini.

Sull’organizzazione della campagna vaccinale Riccardi ha sottolineato la necessità di mettere in atto, appena l’emergenza lo consentirà, un lavoro di prossimità. «È il sistema che deve avvicinarsi alle persone da immunizzare, questo significa andare verso le aree marginali – ha evidenziato il vicegovernatore –, mi riferisco ad esempio alle valli montane, ma questa fase dell’emergenza al momento non è compatibile con la dimensione vaccinale richiesta. Non possiamo aprire centri ovunque, ma bisogna rinforzare le strutture minori». Riccardi ha annunciato l’intenzione di aprire un secondo centro vaccini, oltre a quello a Latisana, nella Bassa friulana. Nel corso della riunione è stato inoltre giudicato positivamente il modello dei centri vaccinali di prossimità, come quello di Gonars.

Sul tema della revisione dell’ assistenza territoriale è intervenuto in serata il membro della Commissione paritetica Stato-Fvg Salvatore Spitaleri.«Va benissimo partire dai medici di medicina generale – ha commentato a proposito della proposta di Riccardi – coinvolgendoli finalmente e pienamente nella campagna vaccinale ma, preso atto che quella varata alla fine del 2018 è inutilizzabile, la riforma della sanità richiede un impegno maggiore». «Serve un ampio coinvolgimento di tutti i professionisti, una capacità di ascolto dei portatori di interessi» e «proprio per la necessità di collegamenti con il Governo, la riforma dev’essere fatta con tutte le forze politiche e sociali che ci staranno. Non in solitudine a Palmanova».P.T.

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