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In regione i contagi sono diminuiti ai livelli di ottobre. Ma nel 2020 è scesa la speranza di vita

Massimo Silvano

Dopo quasi sette mesi il ritorno sotto i mille casi a settimana. Istat: prospettiva di esistenza giù di 1,2 anni per gli uomini

TRIESTE «È andata meglio di quanto ci potessimo aspettare». Valerio Valenti, prefetto di Trieste, non ha mai nascosto le preoccupazioni da movida: assembramenti fuori controllo che possono vanificare gli sforzi di contenimento del coronavirus. Proprio adesso che, dopo quasi sette mesi, il Friuli Venezia Giulia è sceso sotto i 1.000 positivi settimanali. Il periodo dal 26 aprile al 2 maggio è comparabile al trend di metà ottobre. Dal 12 al 18 di quel mese le infezioni sui sette giorni in Fvg furono 902, mentre la scorsa settimana se ne sono contati 966. In un mese e mezzo, dopo il picco del 15-21 marzo con 5.508, il contagio si è ridotto dell’82%. Numeri simili a ottobre, ma in contesti diversi. In ospedale c’erano allora 70 persone (di cui 14 in terapia intensiva), mentre domenica 2 maggio si era a 251 (34 in ti). Netto anche il confronto sui decessi: solo 5 sette mesi fa, 50 la scorsa settimana. Si era alla vigilia della seconda ondata, mentre ora si è in uscita da una pesantissima terza, con dati in calo sulle infezioni e, più lentamente, su ricoveri e vittime.

La fotografia si inserisce anche nel quadro delle riaperture. Proprio un anno fa, il 4 maggio, iniziava la Fase due, con il ritorno all’operatività di molte fabbriche e un virus che non superava i 100 casi settimanali. Oggi, alla seconda settimana di giallo rafforzato, come da ultimo decreto del governo Draghi, si spera che la campagna di vaccinazione sia più rapida del desiderio dei cittadini di tornare a una vita “normale”, con il rischio conseguente di abbassare la guardia prima del tempo. Sul primo weekend con bar e ristoranti in attività, peraltro con servizio consentito solo al tavolo e all’aperto, la lettura del prefetto Valenti è di moderata soddisfazione. Sul suo tavolo i dati aggiornati delle azioni anti-assembramento dal 26 aprile al 2 maggio. Le persone controllate in regione sono state 17.166 (6.607 in provincia di Trieste, 4.089 in provincia di Gorizia) e 222 sono quelle sanzionate (101 a Trieste, 18 a Gorizia), oltre a 14 denunce per inosservanza dell’obbligo di quarantena (11 a Trieste, una a Gorizia). Quanto agli esercizi, ne sono stati controllati 2.173 (547 a Trieste, 528 a Gorizia), con 5 titolari sanzionati (uno a Trieste) e 3 attività chiuse (una a Trieste).

Nei primi quattro mesi del 2021, fa sapere ancora il prefetto, i controlli Covid in Fvg sono stati 343.795 tra le persone (3.480 sanzioni) e 30.910 tra le attività (143 sanzioni). «Se facciamo un confronto con quanto visto a Milano per la festa di una squadra di calcio, è andata bene – commenta Valenti sul fine settimana –. Ma non c’è dubbio che sia stato determinante il meteo: le brutte giornate hanno contenuti i ritrovi di persone, tanto che a Trieste non si è andati oltre a 29 sanzioni sabato e a 6 domenica. Soprattutto per mancato utilizzo della mascherina».

Nel bollettino di giornata la Regione informa di 51 casi sulle 24 ore (46 da tampone molecolare su 1.784, 2,58%, 5 da test antigenico su 454, 1,10%), 32 ricoveri in terapia intensiva, 211 nelle aree mediche e tre decessi.

La diminuzione dei morti con diagnosi Covid è confortante, ma il contesto generale è quello di un evento che ha inciso sui dati demografici di un intero anno. L’Istat, in un report diffuso ieri, evidenzia come, per effetto del forte aumento del rischio di mortalità, la sopravvivenza media del 2020 appare in decisa contrazione. Se a livello nazionale la speranza di vita alla nascita scende sotto gli 80 anni per gli uomini (79,7, ossia -1,4 rispetto al 2019) e 84,4 per le donne (-1), in Fvg si rimane appena sopra gli 80 per gli uomini (80,1, ma in calo di 1,2) e si scende a 85 per le donne (-0,9). La regione, da gennaio a marzo 2021 ha inoltre registrato oltre mille morti in più rispetto allo stesso periodo 2019.

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