Un quadro con 2800 bottoni, l’omaggio della goriziana Figelj allo scudetto dell’Inter

L’artista e tifosa nerazzurra ha realizzato un’opera celebrativa con il tricolore e il numero 19

GORIZIA. «Amala. Pazza Inter, amala». La goriziana Valentina Laura Figelj è un’artista ma è anche una tifosa nerazzurra fin dagli anni Sessanta. Nei decenni ha vissuto sulla propria pelle le gioie e i dolori dell’essere interista: è consapevole delle follie di cui è capace la squadra, ma, quest’anno, non ci sono stati arrivi in volata o colpi di scena come quello del 2002. Un pizzico di pazzia, comunque, non è mancato neppure questa volta e a mettercelo, forse, è stata proprio lei. A dispetto di ogni scaramanzia, un mese e mezzo fa si è messa alacremente all’opera per la festa del diciannovesimo scudetto e ora che il traguardo è stato aritmeticamente raggiunto, anche lei ha completato la sua “pazza” corsa: anche lei si è “cucita” il suo personale scudetto. Non sul petto, però.

Con 2.800 bottoni e una pazienza da fare invidia ai monaci certosini, Valentina ha realizzato un quadro celebrativo con il tricolore e il numero 19. Non manca la stella gialla e, soprattutto, il nome della sua squadra preferita, rigorosamente con i colori nero e azzurro. L’opera pesa 4,5 chilogrammi e per appenderla al muro un paio di chiodi non basteranno di certo.

«Per il ventesimo scudetto non so se sarò ancora viva», scherza l’artista ottantenne, consapevole del fatto che con l’Inter non c’è mai nulla di scontato. In campionato l’ultimo successo, in fondo, risaliva al 2010, l’anno più glorioso nella storia del club. Ma dopo il Triplete firmato José Mourinho, in undici anni nella bacheca è entrata solo una Coppa Italia. Uno scudetto simile a quello appena completato l’aveva realizzato anche allora. «Ma questo ha 50 bottoni in più», precisa con orgoglio mostrando la fotografia che la ritrae con il suo quadro. Quello scudetto con il numero 18 venne appeso al Bar Principe, questo è destinato ad un conoscente di San Floriano del Collio. «Mi diceva: quest’anno l’Inter vince. E allora ho lavorato sodo e ho cucito anche per 11 ore al giorno», spiega. Da dove nasca la sua passione per la squadra nerazzurra non lo sa: «Capita, non c’è un motivo vero. Forse perché mia sorella stava a Milano o forse perché avevo conoscenti interisti. Non lo ricordo».

Quello che invece Valentina ricorda è come ha iniziato ad attaccare bottoni: «Ne avevo 300, o forse 400, e ho fatto una fascetta per l’albero di Natale, poi ho cominciato a farci dei quadri e alle persone piacevano, ma solo a metà degli anni Novanta ho cominciato a farli seriamente».

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