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Parte da Trieste l’indagine per trovare pianeti abitabili ai confini esterni del sistema solare

Il lavoro dell’Osservatorio Astronomico di Trieste di Vladilo e Simonetti: «Abbiamo fornito una sorta di road map»

TRIESTE Per ora non conosciamo nessun pianeta che ospiti la vita al di fuori della Terra. Il dibattito “Siamo soli nell’Universo oppure no?” nel corso della storia ha interessato tanto la filosofia che la scienza. Un gruppo di astrofisici dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Trieste guidato dal professor Giovanni Vladilo Astronomo Associato presso l’Inaf si occupa di ambienti abitabili nell’Universo. Recentemente alcuni componenti del gruppo, tra cui l’astrofisico Paolo Simonetti, dottorando presso l'Università degli Studi di Trieste e associato presso l'Inaf, hanno firmato uno studio sulla ricerca di pianeti extrasolari attorno a stelle binarie, molto frequenti nella galassia, pubblicato su The Astrophysical Journal.

«La ricerca - commenta il Prof. Vladilo - si colloca all’interno di studi che stiamo portando avanti all’Osservatorio astronomico di Trieste per cercare quali possano essere le condizioni di abitabilità in pianeti extra-solari, ovvero pianeti che orbitano stelle diverse dal Sole. I nostri studi sono in parte dedicati a fare delle simulazioni climatiche, vincolate dai dati osservativi disponibili, per capire se tali pianeti sono abitabili o meno». Abbiamo intervistato Paolo Simonetti, primo firmatario dello studio, per capire come si cerca la vita fuori dalla Terra.

Qual è la novità del vostro studio?

Siamo stati i primi a studiare l'abitabilità attorno a stelle binarie in modo sistematico, utilizzando una popolazione simulata al computer basata su dati osservativi di sistemi binari rappresentativa della popolazione realmente presente nella Via Lattea. Successivamente abbiamo fatto una serie di calcoli su questi sistemi simulati per vedere quanti di loro potevano potenzialmente ospitare un pianeta abitabile. Questo è importante perché quasi metà delle stelle della nostra Galassia sono binarie.

Che cosa è emerso?

Dai dati raccolti abbiamo potuto confermare che le zone abitabili circumstellari (ovvero quelle in cui i pianeti orbitano una delle due stelle) sono comuni, tra l'80 e il 90% delle binarie possano supportarle. Al contrario, le zone abitabili circumbinarie (ovvero quelle in cui i pianeti che orbitano attorno ad entrambe le stelle) sono rare: non più del 5% delle binarie ne hanno una.

Avete trovato anche un risultato inaspettato?

Esatto, alcuni sistemi binari presentano zone abitabili molto più estese di quelle che si trovano attorno a stelle singole. Insomma, sono più adatti ad ospitare la vita rispetto ad un sistema come il nostro.

Che impatto ha la vostra scoperta sul resto della comunità scientifica?

Abbiamo fornito per la prima volta una road map per future campagne osservative, rendendo possibile selezionare per chi sta al telescopio quei sistemi binari con parametri orbitali tali da poter avere un pianeta abitabile.

Quale sarebbe la prova inconfutabile che farebbe dire “c’è vita su questo Pianeta”

Si tratta di cercare le tracce chimiche che la vita lascia nell’atmosfera di un pianeta, nella fattispecie ossigeno e metano che rappresenterebbero un indizio molto forte della presenza di vita.

Ma di quali tipi di forme di vita parliamo?

Su altri pianeti ci si aspetta di trovare forme di vita semplici tipo batteri, che sono anche le più resilienti.

Che cosa ti spinge a studiare la vita fuori dalla Terra?

Questo tipo di domande sono assolutamente le più affascinanti dal punto di vista scientifico. Sono orgoglioso di poter contribuire con il mio lavoro a rispondere alla atavica domanda “siamo soli nell’Universo?”. Inoltre è un campo di studi eclettico che unisce elementi dell’astrofisica, della geofisica e della biologia, solo per citarne alcuni.

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