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Non sarà abbattuto lo storico edificio della famiglia Cosolo: era una vecchia osteria

Situato nel centro di Fogliano Redipuglia versa in condizioni precarie transennato dal 2014: fu costruito dall’antica famiglia nel 1850

FOGLIANO. Non sarà abbattuto, come previsto in passato, l’edificio che, a Fogliano Redipuglia, si trova in pieno centro del paese e che, da tutti, era ben conosciuto per essere stato per anni sede di una famosissima e frequentatissima privata. L’edificio, oggi in condizioni davvero precarie e transennato ormai dal 2014, ma non ancora oggetto di risanamento, risale al 1850 ed è stato realizzato, allora, da un’importante famiglia del paese, i Cosolo. I Cosolo erano molto conosciuti già durante il periodo della presenza della Repubblica di Venezia in questi territori come notai residenti a Polazzo. Nel 1866, durante la breve guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero d’Austria, i Cosolo diventarono ricchi con il commercio della frutta e verdura e grazie anche a migliaia di soldati austriaci che stazionavano nelle campagne del territorio. Negli anni Trenta l’azienda Cosolo incrementò la produzione agricola ed in particolare la produzione vitivinicola con nuovi innesti, rivoluzionando il concetto dell’irrigazione e le modalità della concimazione. Racconti dei vecchi di Fogliano o, meglio, letture che testimoniano questo, fanno anche risalire la ricchezza dei Cosolo al ritrovamento, nel loro terreno, di un forziere di monete d’oro frutto di qualche rapina dei soldati di Napoleone.

La famiglia Cosolo ha dato alla comunità di Fogliano Redipuglia cinque tra sindaci e podestà, oltre il lavoro e la sicurezza per molte famiglie e non saranno mai dimenticati nella storia del paese. Esso ha ospitato, dal 1871 e fin al 1971, l’osteria gestita dalla famiglia Vinzi. Dopo tale data vi trovò posto una “privata”, dove venivano venduti i prodotti agricoli della stessa famiglia Cosolo, in modo particolare il vino. Da ricordare che, accanto a questo edificio, sorgeva un capitello dedicato alla Madonna della Salute, nei pressi del quale, nel mese di ottobre di ogni anno, veniva recitato il Santo Rosario. Il 10 agosto del 1930 il capitello fu spostato nell’incrocio di via Cornat e via Madonnina, di fronte all’odierno polo scolastico. Tale spostamento fu eseguito a seguito dell’installazione di una pompa di benzina davanti il capitello, ma in realtà era dovuto al fatto che il Santo Rosario non poteva essere svolto a causa del traffico veicolare.

Nel locale, conosciuto dalla comunità come “Osteria da Vinzi”, nel 1955, ricorda lo storico Sergio Vittori, venne installato il primo televisore a Fogliano. Tale evento fece sì che l’osteria divenne ben presto un punto di aggregazione per tutta la cittadinanza, che si recava per assistere ai primi programmi televisivi e sportivi. Sempre negli stessi anni, nel cortile piantumato con numerosi tigli, scorreva la “roia”, la roggia cittadina, utilizzata anche per mantenere il vino e le bibite al fresco. Quando ancora i frigoriferi erano una chimera. Agli inizi degli anni Sessanta la “roia” scomparve dell’abitato di Fogliano, in quanto, purtroppo, essa fu canalizzata attraverso delle condotte sotterranee. Ancor oggi, nel muro dell’edificio che si affaccia sul cortile, si può osservare la mensola dove veniva appoggiato il televisore durante i periodi estivi. La famiglia Vinzi gestiva anche la pesa pubblica posta nelle immediate vicinanze. Non va nemmeno dimenticato che, all’interno dell’edificio dei Vinzi, dal 1932 circa al 1960, ogni due mesi, arrivavano i rappresentanti della Cassa di Risparmio di Trieste per incassare le imposte. Le facciate dell’edificio sono state arricchite negli anni Novanta da due murales eseguiti dall’artista ronchese, Sandro Vanon, che ritraggono il paesaggio locale carsico e, tra l’altro, anche il “Sass de San Belin”. Vanon, nato a Ronchi dei Legionari nel 1952, si è formato alla scuola di Stanko Meterc. È insegnante dal 1986

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