A Gorizia la chef mobile Natascha va nelle case dei clienti e prepara menù speciali. Ma il Covid l’ha frenata

Ha portato il nome di Gorizia nel popolare format “Hell’s Kitchen” e punta ora a conquistare il trono della cucina alle finali di Pisa

TRIESTE. Ha portato il nome di Gorizia, attraverso i suoi piatti, sugli schermi televisivi del popolarissimo format “Hell’s Kitchen”, e, preparando la farcitura per l’impasto del pizzaiolo Antonio Ferraro, nella top ten del campionato mondiale della pizza, nel 2017. Ora la giovane e brillante chef Natascha Noia - conosciuta anche con il nome della sua attività, ovvero “La chef mobile” - punta a conquistare il trono della cucina italiana partecipando alle finali nazionali tutte al femminile del primo “Trofeo miglior professionista Lady Chef”. L’appuntamento è per l’11 maggio in provincia di Pisa, e Natascha ci arriverà dopo aver trionfato nella fase regionale andata in scena all’Accademia del gusto Fvg di Udine, dove ha sbaragliato la concorrenza di sette colleghe con il piatto “Trota & Co.” (lo stesso, pur perfezionato, che parteciperà alla finale), ispirato ad alcune delle grandi eccellenze del territorio ma influenzato anche da tradizioni culinarie lontane. Si tratta di una trota marmorata dell’Isonzo cotta in brodo di miso, con asparagi di Fossalon.

Natascha punta al massimo, alla vittoria, anche se fa capire che il vero valore di questo tipo di eventi risiede in altro. «Si tratta di esperienze fantastiche, stimolanti, come è stata anche la partecipazione a “Hell’s Kitchen” - racconta -. Si conoscono persone, culture e idee, ci si confronta e magari nascono amicizie e collaborazioni che durano nel tempo. Tutto questo è un’opportunità di crescita». Un qualcosa che Natascha si porterà dietro nel corso di una carriera ancora giovane ma già piuttosto intensa. Dopo essersi formata all’istituto alberghiero (allora con sede a Monfalcone), ha affrontato le classiche “stagioni” e lavorato poi nelle cucine di locali e strutture del territorio. Poi, la svolta. «Sognavo un ristorante tutto mio, ma poi ho capito che forse i tempi erano cambiati, e la mia scelta è stata lungimirante», spiega. Così è nata “La chef mobile”, che la porta a cucinare direttamente a casa della clientela (non in questi mesi di Covid), preparare menù speciali per asporto e collaborare con eventi, aziende o altre attività di ristorazione.

«La clientela è la più varia possibile, lavoro in tutta la regione e anche fuori – racconta -. Ho preparato la classica cena romantica per due, ma ho cucinato pure in una casa in costruzione ancora senza cucina, assistendo a una proposta di matrimonio. E ancora sono stata “complice” di sorprese, o parte di feste ed eventi. Nell’ultimo anno segnato dalla pandemia ho perso anch’io il 50% degli introiti, ma la natura flessibile dell’attività mi aiuta a restare in pista. E non potrei essere più felice della mia scelta: la cosa più bella è che ogni giornata è diversa, incontro e conosco persone che mi trasmettono qualcosa, in uno scambio reciproco di esperienze».

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