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Confine conteso con Zagabria: il Montenegro punta all’intesa

la penisola di Prelavka

La soluzione di questo contenzioso si sta dilungando da decenni ma ora Podgorica sembra intenzionata a voltare pagina

ZAGABRIADurante la guerra ex jugoslava era un punto strategicamente importantissimo in quanto il suo controllo bloccava l’uscita in mare della flotta della Federativa ormeggiata nella baia di Cattaro in Montenegro. Se la sono disputata a lungo, infatti, serbi e croati al punto che l’area passò sotto il controllo delle truppe dell’Onu.

Stiamo parlando della penisola di Prevlaka a sud di Dubrovnik che ora non è più un punto da cui colpire le navi nemiche, ma una disputa confinaria che, se non risolta, non permetterebbe al Montenegro l’adesione all’Unione europea. La soluzione di questo contenzioso si sta dilungando da decenni ma ora Podgorica sembra intenzionata a voltare pagina.

Il primo ministro montenegrino Zdravko Krivokapić ha informato che il suo governo formerà una commissione per negoziare sulla lunga disputa marittima con la Croazia sulla penisola di Prevlaka vicino a Dubrovnik. Krivokapić ha precisato che l'ex governo non ha provato abbastanza per risolvere la controversia e non ci sono stati problemi significativi sul terreno con la Croazia». «L'intenzione di questo governo è quella di formare una commissione che, d'intesa con la parte croata, cercherà di risolvere un problema molto complesso. Dobbiamo risolverlo nel nome dell'integrazione nell'Ue, perché Bruxelles non tollererà questioni bilaterali irrisolte nel processo di adesione», ha comunicato Krivokapić al Parlamento. «Spero che questa commissione aiuti a risolvere finalmente la controversia», ha aggiunto.

La disputa sulla penisola risale al crollo dell'ex Jugoslavia all'inizio degli anni '90. Nel 1992, la Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia si accordarono per smilitarizzare l'area e di sottoporla al monitoraggio delle Nazioni Unite. Nel 2002, la missione delle Nazioni Unite effettivamente si concluse con la firma di un protocollo che stabilì un regime ad interim, in base al quale Prevlaka è rimasta in Croazia mentre al Montenegro sono stati concessi i diritti sulle acque circostanti. Ma il regime provvisorio non portò mai a una soluzione definitiva del nodo confinario, nel 2008, entrambi i Paesi concordarono in linea di principio di lasciare che la Corte internazionale di giustizia dell'Aia, decidesse la questione.

Nel marzo 2013, l'allora ministro degli Esteri del Montenegro, Igor Luksić, stabilì che sarebbero state istituite commissioni interstatali per affrontare la controversia e che Podgorica e Zagabria avrebbero potuto affrontarla al meglio da sole. Ma, nel 2015, il Montenegro inviò quattro note di protesta alla Croazia per i suoi sondaggi petroliferi nelle acque dell'area contesa. Nel settembre 2016, l’ex premier e attuale presidente, Milo Djukanović, ha risollevato la questione puntando nuovamente all’arbitrato internazionale. Ora il governo Krivokapić riproverà la mediazione.

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