“L’Italia si cura con il lavoro”: sindacati in piazza a Trieste per il Primo Maggio

La manifestazione in piazza Unità per il Primo Maggio (Bruni)

Manifestazione sindacale in forma ridotta causa Covid. Alle 10 il gruppo anarchico Germinal, Cobas e Usi-Cit Trieste hanno dato vita ad un flash mob nella stessa piazza

TRIESTE Niente cortei, ma bandiere e slogan da agitare nell’aria, a difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori. È così che, in piazza Unità, i sindacati si sono dati appuntamento per il primo maggio, con l’obiettivo di mettere sotto i riflettori le debolezze del mondo del lavoro, emerse con ancor più nitore in tempo di pandemia. Alcune centinaia le persone presenti – 400 per gli organizzatori e 300 per la Digos.

«Gli effetti dell’emergenza sanitaria si sono fatti particolarmente sentire nel settore del commercio e in quello dei servizi, in cui sono impiegate soprattutto donne. Ma la crisi è stata avvertita anche nell’ambito del turismo, dove una parte considerevole di contratti stagionali non è stata attivata – ha sottolineato nel suo intervento Matteo Zorn, segretario regionale di UILTuCS -. Il Covid ha messo a nudo limiti e fragilità del Paese, abbattendosi sui segmenti più deboli. C’è un problema di tenuta del tessuto sociale ed è necessario creare un percorso di crescita». Zorn ha inoltre posto in risalto i timori per le principali realtà triestine.

«In Fincantieri preoccupa lo stato del mercato delle crociere, in Ferriera il percorso di conversione va a rilento a causa dei ritardi nell’autorizzazione delle concessioni. È indispensabile una discussione generale sulle politiche economiche territoriali, per affrontare gli effetti drammatici che avremo sul fronte occupazionale».

Il palco di piazza Unità (Bruni)

“L’Italia si cura con il lavoro” è stato lo slogan che ha unito Cgil, Cisl e Uil nelle celebrazioni di questo primo maggio, vissuto – di nuovo - con le limitazioni imposte dalla pandemia. «Il mio ringraziamento va a tutti gli operatori e le operatrici, i commessi e le commesse che, con il loro sacrificio, hanno garantito la tenuta sociale di questo Paese, lavorando in un clima di paura - ha affermato Michele Piga, di Cgil Trieste -. Il lavoro è l’unica cosa che ci ha difeso durante la pandemia, ed è il punto di ripartenza per il territorio e per l’Italia».

Il flash mob organizzato sempre in piazza Unità da Cobas Trieste, gruppo anarchico Germinal e Unione Sindacale USI-CIT Trieste ha invece dedicato particolare attenzione alla tematica dell’istruzione.

Primo Maggio, il flash mob dei Cobas in piazza Unità a Trieste

«La scuola, che dovrebbe essere uno dei punti fondamentali su cui costruire il futuro della società, è stata abbandonata. Negli ultimi anni, i fondi destinati al settore sono stati tagliati e ora i nodi sono arrivati al pettine – ha sottolineato Mario Verzegnassi, di Unione Sindacale Italiana -. A partire da settembre avremo 200 mila insegnanti precari, gente che dà il massimo ma dovrà aspettare ancora per l’assunzione a tempo indeterminato».

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